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Erasmus on Stage, grande successo per la III edizione

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Grande successo di critica e pubblico per la III edizione di Erasmus on Stage ospite della chiesa di Santa Apollonia

[ads2] Il tocco internazionale all’ottobre musicale del Conservatorio di Salerno è stato offerto dai cinque concerti della III edizione di Erasmus on Stage ospite della Chiesa di Santa Apollonia, che grazie ad un consesso di operatori culturali salernitani, capitanati da Peppe Natella sta divenendo il cuore pulsante del centro storico.

“Siamo alla seconda rassegna promossa dal Conservatorio Statale di Musica “G.Martucci” – ha dichiarato Peppe Natella, responsabile dello spazio, con la sua Associazione Bottega San Lazzaroe il consenso del pubblico è sempre crescente. Le cinque giornate di Erasmus hanno rivelato all’attento e sempre folto uditorio talenti giovani ed eccezionali quali i due chitarristi che hanno inaugurato il cartellone Alberto Falcione e Daniele Aiello, che hanno proposto pagine altamente virtuosistiche dedicate al loro strumento. A detta del pubblico l’acustica della chiesa si presta particolarmente a piccoli ensemble e per Natale la musica continuerà ad avere molto spazio nell’offerta di Studio Apollonia.

erasmus“E’ una squadra dai meccanismi perfetti – continua il M° Anna Bellagamba coordinatrice dell’Ufficio Relazioni Internazionali del nostro conservatorio – questa che ci vede interagire con la Bottega San Lazzaro del Professore Natella. Il pubblico partecipa ed è in attesa sempre di nuovi eventi tanto che nell’ultima serata ci è stato chiesto di lanciare una newsletter per i futuri appuntamenti. E’ stato sicuramente emozionante vedere tra il pubblico l’intero gruppo Erasmus spagnolo dell’ Università di Salerno partecipare in massa alle due serate dedicate alla Spagna “Cuerdas y recuerdos de Espana” ed “Erasmusic!”con protagoniste le tube, ragazzi questi che hanno centrato in pieno lo spirito delle esperienze di studio all’estero e gli “incroci sonori” della rassegna”.

Tutte di alto livello le performance che hanno toccato i vertici con l’esecuzione del Trio in sol minore op.63 di Carl Maria von Weber, affidato al sentire musicale del flautista Simone Mingo, del cellista Thomas Brian Rizzo e della pianista Laura Cozzolino , in una serata nel segno della tradizione musicale tedesca, in cui i tre giovani strumentisti hanno regalato questo squarcio romantico trovando la misura esemplare per dare sonorità, fraseggi, eleganza emotiva e coloristica ideali alla pagina e il concerto finale con il trio composto da Vincenzo Zoppi al pianoforte Giacomo Mirra al violino e Antonio Amato al cello, reduce da Bucarest, che con un suono molto incisivo e “romantico” ha dato luce ad una personale interpretazione del celebre “Gypsy Trio op.39 di Haydn e dell’amatissimo Dumky di Dvoràk,  attraverso cui sono riusciti a coinvolgerci in pieno nel loro variopinto gioco, portando noi a smemorarci, ad ogni suono, passo e parola, in una stupefacente mescolanza, che ha dato luogo ad un profilo romanzesco, svelante la modernità di ogni luogo e di ogni tempo, con la sua debolezza e la sua forza. Discorso a parte merita la performance del Darotter Dam Trio, con Lucio D’Amato al pianoforte, Luciano Napoli al basso e Marco Fazzari alla batteria, che ha coinvolto in pieno il pubblico 
 con quella “semplice” complessità in cui la manipolazione del materiale sonoro definisce strutture e modelli, la cui interazione genera sistemi a livelli crescenti d’astrazione, che è il jazz nel continuo divenire del “ludus harmonicus”, il gioco dell’invenzione e della mutazione, quale indescrittibile ed immanente intuizione del noumeno

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