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Gli Erasmus insieme ad ESN Salerno donano con amore

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Gli Erasmus insieme ad ESN Salerno donano con amore

In seguito al successo ottenuto dal progetto “Dona con amore”, ESN Salerno ha deciso d’intervistare alcuni Erasmus che hanno preso parta all’iniziativa.

Quest’anno, presso il reparto Immuno-Trasfusionale dell’Ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno, si è festeggiato il giorno di San Valentino in modo poco convenzionale: studenti Erasmus provenienti da tutta Europa insieme a tanti salernitani si sono dati appuntamento per donare il sangue. Si sono uniti, quindi, nell’atto di compiere un gesto di estremo amore e umanità.

Tra i tanti meriti che potrebbero essere attribuiti al progetto “Dona con amore”, c’è senza dubbio l’avere dato modo agli studenti Erasmus di riflettere e farci riflettere sulle disparità presenti tra il sistema di donazione nei loro paesi d’appartenenza rispetto al sistema italiano.

Mentre in gran parte dei paesi del sud America e degli Stati Uniti c’è la possibilità di eseguire prelievi sotto compenso, nei paesi europei ciò non avviene, ma ci sono comunque delle forti incentivazioni.

Non tutti sanno che la legislazione italiana concede ai donatori, lavoratori dipendenti, il diritto ad astenersi dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando però per tale giorno la normale retribuzione. Per quanto riguarda gli studenti, invece, l’assenza causata nella giornata della donazione è giustificata e, sotto presentazione di un certificato medico, le ore di assenza non vengono conteggiate.

ESN Salerno

Mentre l’Italia ha adottato questo incentivo, in Polonia, come afferma Klara, studentessa Erasmus, lo Stato ha concesso la possibilità di usufruire del rimborso spese per il trasporto, inoltre, proprio quest’anno per il giorno di san Valentino, cinque coppie donatrici avranno la possibilità di vincere dei biglietti per un acquapark; altra curiosità è la possibilità per i donatori periodici, raggiunto il quantitativo di sangue di 18 litri per uomo e 15 per donna, di ottenere una medaglia e forgiarsi del titolo di “Grande donatore onorario”.

Aurora, studentessa di economia, è una donatrice periodica, ci racconta che in Spagna prima della donazione è fortemente consigliato mangiare qualcosa per evitare abbassamenti di pressione.

César, da Barcellona, aggiunge che ha già avuto modo di donare presso la propria Università, in quanto più volte al mese viene adibita una stanza per il prelievo.

Richard dalla Germania, ha riscontrato notevoli differenze: nel suo paese si può mangiare e bere qualcosa durante l’attesa, inoltre presso la sua città due volte all’anno vengono messe a disposizione delle sale all’interno delle scuole per la donazione. Il fatto che questi eventi si svolgano con cadenza prestabilita, li rende dei momenti di ritrovo in cui si ha la possibilità di rivedere amici di vecchia data. Per queste ragioni, afferma di prediligere questi momenti per donare, preferendoli al clima asettico dell’ospedale.

Oltre agli studenti Erasmus, donatori periodici, il progetto “ Dona con amore” ha dato la possibilità di far donare per la prima volta anche Megan da Cardiff, che ha commentato così la sua esperienza: “Anche se per me è stata la prima volta, la mia esperienza all’Ospedale San Giovanni di Salerno è stata più che positiva. Dopo un’attesa un po’ snervante, tutto è andato bene. Si respirava proprio un bel clima e tutto lo staff si è dimostrato molto simpatico. È stato bello donare il sangue insieme a un gruppo di studenti Erasmus e, al tempo stesso, divertente fare qualcosa di diverso per San Valentino”.

Quest’evento ha così permesso ai ragazzi Erasmus che donano con frequenza di non perdere questa buona abitudine anche in Italia e a chi non ha mai donato prima di avvicinarsi al mondo della donazione, unendo tutti in un gesto di grande amore, che ha dato loro la possibilità di celebrare il giorno di San Valentino nel suo aspetto più puro e nobile, in quanto donare il sangue è un gesto di autentico amore, in cui si dona senza condizioni e senza poter rivendicare nulla in cambio, se non il bene altrui.

a cura di

Annarita Pizzo