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Disturbi dell’apprendimento: via ad un tavolo organizzativo

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Disturbi dell’apprendimento: via ad un tavolo organizzativo

 Disturbi dell’apprendimento, la Provincia di Salerno propone un’indagine a campione nelle scuole.

Si è svolto a Palazzo Sant’Agostino, su iniziativa dei consiglieri Salvatore Iannuzzi e Fausto Postiglione della XII Commissione consiliare Politiche Sociali, un tavolo organizzativo per contrastare i disturbi dell’apprendimento nelle scuole del territorio salernitano, al quale hanno preso parte la responsabile del Distretto Sanitario 61 dell’Asl, Grazia Gentile ed il professore Antonio Pascotto, ordinario di Neuropsichiatria Infantile presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della Seconda Università di Napoli. L’iniziativa prevede, per il prossimo anno scolastico, un’indagine a campione nelle scuole primarie e secondarie di primo grado, tesa a scoprire i disturbi dell’apprendimento, che sarà prodomica ad una giornata di sensibilizzazione in cui saranno coinvolte le varie istituzioni su uno dei disturbi specifici dell’apprendimento poco conosciuti, ossia la dislessia.

disturbi dell'apprendimentoSi tratta di un progetto pilota- ha spiegato il consigliere Iannuzzi- che vede la Provincia di Salerno in prima fila, insieme all’Asl, alla Regione Campania e alla seconda Università di Napoli, per contrastare i disturbi dell’apprendimento, un grande dramma che compromette il futuro sociale e lavorativo dei soggetti affetti da dislessia. Il nostro compito è quello di coinvolgere le istituzioni presenti sul territorio con l’obiettivo di garantire l’esercizio del diritto allo studio”.

I bambini dislessici- ha sottolineato il professor Pascotto- hanno grosse difficoltà nello svolgimento delle attività didattiche e presentano una scarsa autostima e motivazione allo studio. L’iniziativa della Provincia di Salerno è, dunque, un esperimento positivo per combattere il problema che va rilevato attraverso uno screening da condurre direttamente nelle scuole, da parte di insegnanti formati con la consulenza di professionisti sanitari”.