Dal 24 al 30 ottobre settimana internazionale del disarmo

Anche quest’anno si celebra dal 24 al 30 ottobre, la settimana internazionale del disarmo

disarmo
Scultura Non-Violence 1988, sede dell’Onu

Istituita nel 1978 dalle Nazioni Unite, dal 24 al 30 ottobre si festeggia la settimana internazionale del disarmo.

La data scelta per l’occasione non è affatto casuale. Nella data odierna del lontano 1945, furono infatti fondate le Nazioni Unite.

Sembra anacronistico e fuori luogo parlare di “disarmo” al giorno d’oggi, considerando che negli ultimi dieci anni le spese militari sono aumentate del 50% e che ben 64 stati sono attualmente coinvolti in guerre e lotte civili.

È uno scenario disastroso quello che si prospetta per il 36° anniversario della ricorrenza.

Un quadro chiaro della situazione è stato reso noto dalla Quindicesima Relazione del Consiglio dell’Unione Europea pubblicata nel 21 Gennaio del 2014: secondo quanto riportato, ci sarebbe stato rispetto al 2011 un incremento del 7% di esportazioni di armi. In particolare i dati fluttuano quando parliamo di esportazione di armi in Medio Oriente, armi che raggiungono un valore di circa 10 miliardi di euro.

Ad occupare la top five dei maggiori paesi Europei esportatori di armi troviamo al primo posto la Francia con l’acquisizione di sistemi militari valutati sui 14 miliardi di euro, a seguire la Spagna con armamenti da 7,8 miliardi, al terzo posto la Germania con 4,8 miliardi, al quarto posto l’Italia con i suoi 4,3 miliardi e in ultimo il timido Regno Unito con 2,8 miliardi.

Il nostro paese, però, nonostante le precarie condizioni economiche in cui versa, non si accontenta del quarto posto in classifica e ostentando un tipico atteggiamento da bambino desideroso di nuovi giocattoli, anela all’acquisizione dei modernissimi F-35, alias Joint Strike Fighter dalle innate capacità di rendersi invisibili ai radar militari e di poter trasportare testate nucleari.

In occasione di questo 36° anniversario della settimana internazionale del disarmo, l’unico atto davvero significativo è mantenere vivo il ricordo.

Ricordiamo in Africa l’Egitto, per la sua rivoluzione contro il Governo, la Libia per la sua guerra civile, il Mali, la Nigeria, la Repubblica Centrafricana, la Repubblica Democratica del Congo, il Sudan e la Somalia, per la loro povertà fomentata dalle guerre civili.

Ricordiamo in Asia l’Afghanistan, la Birmania-Myanmar, le Filippine, il Pakistan e la Thailandia per i loro paesaggi contaminati da centinaia di milizie, guerriglieri ed eserciti.

Ricordiamo ovviamente in Medio-Oriente l’Iraq, la Siria, lo Yemen e la striscia di Gaza, un tempo riuniti in un’unica florida terra chiamata la Mezzaluna Fertile.

Ricordiamo infine in Europa, così vicina da noi eppure spesso dimenticata, per la Cecenia, il Daghestan e l’Ucraina.

Approfittiamo della settimana del disarmo per non dimenticare.