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Cristian Santomauro, l’ingegnere pizzaiolo che parte dalla tradizione per rilanciare il suo territorio

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Cristian Santomauro, l’ingegnere pizzaiolo che parte dalla tradizione per rilanciare il suo territorio

Cristian Santomauro cerca di rilanciare il suo territorio con un tesoro perduto, la vera Antica pizza Cilentana che diventa marchio registrato

Cristian ha 27 anni e un sogno nel cassetto, far conoscere a tutti una vera goduria per il palato: la pizza Cilentana. Originario di Piano Vetrale, il Paese dei Murales ideati dal pittore, allievo di Luca Giordano, Paolo de Matteis.

Studente di Ingegneria Civile presso l’Università degli Studi di Salerno, l’ingegnere pizzaiolo ha conciliato il suo amore per lo studio con quello delle tradizioni creando un marchio registrato: l’ammaccata, l’antica pizza Cilentana di Cristian Santomauro. 

Abbiamo incontrato Cristian per fargli alcune domande e farci svelare i suoi segreti culinari.

Ciao Cristian, quali sono le tue origini?

Provengo da una famiglia umile e dedita al lavoro. Mio nonno era un pastore di Piano Vetrale e mia nonna contadina e donna di casa cilentana per antonomasia. Nonna “Tresina” è fondamentale per la mia passione, poiché ancora oggi è il mio termine di confronto quando assaggio la mia Ammaccata. Lei la chiamava così o meglio “Maccata” dal gesto di ammaccare l’impasto.

Da dove nasce la tua passione?

La mia passione per questo prodotto nasce da uno “Stieri” (vecchia cantina) con un forno malandato, dove mia nonna cuoceva sempre il pane della settimana. Aiutando lei nell’impastare e ad accendere il forno mi si è acceso qualcosa dentro. A 17 anni, la mia passione ha trovato un compagno d’avventura, Leonardo, è lui che mi ha insegnato le tecniche della pizza. Per anni aiutavo questo mio amico ad accendere il forno e a fare l’impasto e intanto il mio inconscio cominciava a creare un nuovo modo di vedere le cose. 

Ti sei spinto così tanto da voler registrare un marchio. Come è iniziato tutto?

Studio Ingegneria e l’Università mi ha aiutato a spingere avanti il mio cervello e a farmi vedere nuove cose. L’elemento che mi ha messo in gioco per la prima volta come promotore di questo straordinario prodotto è stato per un evento di autofinanziamento per la Pro Loco del mio paese. Credo nelle potenzialità che ha il territorio cilentano, non voglio scappare dalla mia terra ma crescere insieme a lei. 

Quale differenza c’è tra L’Ammaccata e la tradizionale pizza Napoletana?

La mia Ammaccata si differenzia dalla Napoletana per il fatto che viene realizzata con una miscela di Grani: Grano duro (la nota semola) e il grano tenero. Un altro punto di differenza è la scelta dell’abburattamento, o meglio il passante a setaccio cioè la farina di grano tenero si divide in 00 e 0 sintomo della raffinazione della farina. Io utilizzo tipo 1 e 2. L’altro passo di fondamentale importanza è la lievitazione, l’Ammaccata viene impastata con il solo inoculo del Lievito Madre e avviene nell’antica Madia (contenitore di legno). Importante è anche la cottura, il forno deve avere una cupola differente, più alta, perché la temperatura deve essere più bassa: la napoletana cuoce in 1,2 minuti, la cilentana bastano solo 3 minuti.

Quali sono gli ingredienti e i prodotti utilizzati per la tua Ammaccata?

Ho una cura maniacale e cerco di utilizzare solo prodotti del territorio che sono l’essenza del prodotto identitario del Cilento: l’Ammaccata. Anche nel condimento utilizzo solo prodotti locali, i più tradizionali sono il pomodoro e il cacio-ricotta

Perché ci consigli di provare l’Ammaccata?

L’ammaccata è un prodotto d’altri tempi, rappresenta la casa, la famiglia e la genuinità di un territorio come il Cilento con il patrimonio UNESCO: Patria della dieta mediterranea. 

Ringraziamo il nostro Cristian per la disponibilità e non ci resta che provare questa squisitezza tutta cilentana.