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Una partita contro il Covid-19 nelle residenze universitarie. La lettera di Danny

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Updated on 23 November 2020 14:47
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Danny stevan Plata Ramírez, studente colombiano iscritto all’Unisa, ha voluto raccontare tramite una lettera l’esperienza del lockdown causato dal Covid-19 vissuta all’interno delle residenze universitarie

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Danny stevan Plata Ramírez, studente 26enne colombiano di Cali, iscritto all’Università degli Studi di Salerno e in Italia dall’ottobre del 2018, quasi 2 anni. Iscritto alla Laura magistrale in Corporate communication e media, Danni ha raccolto in una lettera le emozioni vissute in un momento storico segnato dal Covid-19. Una lettera per ringraziare chi ha aiutato Danni e tanti studenti come lui, presenti nelle residenze universitarie UNISA a Fisciano.

“Sono spesso incuriosito dall’origine delle teorie per le quali i giovani che studiano all’estero hanno una vita stile vacanza. Non potete immaginare quanto sia lontano dalla realtà. Studiare all’estero significa adattarsi a una nuova cultura, e lasciare la tua famiglia, le tue abitudini, gli amici di una vita. Ad esempio, per noi colombiani, stare lontani da casa a dicembre è un sacrificio enorme, il più grande. Osservare i tuoi cari attraverso uno schermo freddo non è per niente facile.

Ma, da studente fuorisede, è favoloso capire l’importanza che ha incontrare altri studenti, che magari vengono dall’estero come me. Nelle residenze universitarie c’è un mondo, fatto di persone, che inevitabilmente diventano la tua famiglia. È il destino che ci permette di incrociare le nostre strade con mille altre.

Sicuramente ci sono tante persone che vorrei ricordare e ringraziare, e mi scuso in anticipo, perché l’Italia in generale è stata accogliente e amichevole, un luogo che non avrei mai immaginato potesse diventare la mia seconda casa. Ma anche se non posso menzionare tutti, scelgo uno dei migliori rappresentanti che ho conosciuto qui in Italia, Il direttore della residenza universitaria dell’Università di Salerno, Concetta Nicotra. Siciliana, moglie di Nunzio Di Stefano madre di 3 figli, e “mamma” adottiva di tanti giovani studenti residenti nelle diverse sedi della Cascina Global Service, azienda per la quale lavora da oltre 30 anni, insieme a Maria Pina Giuliano, incaricata di gestire le residenze universitarie ADISURC.

Le residenze contano circa 543 appartamenti potendo ospitare circa 628 studenti ogni anno; studenti che durante la pandemia causata dal virus Covid-19 hanno incontrato difficoltà non programmate. Tantissimi ragazzi “vivono” grazie alle borse di studio assegnate dalle Università o alle possibilità delle proprie famiglie, fortemente influenzate dal lockdown e le sue conseguenze sulla situazione economica mondiale.

Questo virus spietato non ha discriminato nessuno, né per razza, né per cultura o religione. Ogni angolo del mondo è stato colpito allo stesso modo. La preoccupazione per la salute dei propri cari, a volte lontanissimi, la paura, ha coinvolto studenti provenienti da circa 15 paesi e residenti nelle residenze UNISA.

Tutto ciò ha unito gli studenti. Ma più di tutto ha contato il sostegno incondizionato, l’attenzione e l’amore di Concetta Nicotra. Ogni giorno, con la pioggia o la neve, col vento freddo di Fisciano. Lei è stata sempre lì, per dare una mano, rispondere ad ogni telefonata, pronta a risolvere qualsiasi problemi. E tantissimi sono stati gli inconvenienti che si sono creati in un micro mondo composto da centinaia di ragazzi di Paesi diversi. Era sempre lì. Per risolvere problemi ordinari, liti e discussioni, malattie immaginarie e paure. Ed anche economici, a volte tanto grandi da portare a seri problemi di sostentamento.

A nessuno degli studenti sono mancati i pasti durante la pandemia, grazie a Concetta e agli sforzi di tutto il personale della Mensa. L’organismo responsabile del servizio di ristorazione per gli studenti ha lavorato duro per trasferire il cibo alle residenze, alleviando gli studenti che dipendono dal budget elettronico concesso dalle borse di studio.

E allora voglio ringraziare i signori Antonio Caruso e Mario Liuccio che giorno dopo giorno hanno affrontato la paura del contagio, trasportando il cibo.

Il giorno di Pasqua è stato un momento significativo e molto importante nel bel mezzo della pandemia. Un giorno di unione per tutti, di condivisione e scambio culturale, allietato da un uovo di pasqua gentilmente donato dagli inservienti della struttura.

Grazie a questa grande squadra guidata da Donato Lopez, dal presidente dell’ADISURC Domenico Apicella e dall’architetto Angelo Mancusi, così come i dottori Anna Cardaropoli ed Emiddio Di Giacomo, che hanno messo al servizio di tutti la loro conoscenza e professionalità per combattere la paura degli studenti all’inizio della pandemia causata da Covid-19, un denominatore comune. E lo hanno fatto ogni giorno senza far mai mancare l’apporto a nessuno e rischiando per la propria salute.

Con l’importante dato degli 0 casi positivi tra gli studenti, grazie alle misure tempestive, di successo e restrittive che in un primo momento hanno creato non pochi problemi di vita, abitudini, privacy.

Mi prendo l’onore e l’onere di rappresentare gli studenti stranieri che vivono in queste residenze. Qualcuno non sarà d’accordo ma tutti possono testimoniare della bontà di Concetta, che è sempre stata presente per noi, come la nostra mamma italiana.

Non importa il tipo di problema, sempre lì per fornire consigli, per trovare una soluzione, per essere quella spalla dove si può piangere o ricevere un abbraccio, sempre disposta a sacrificare la sua pace in modo che tutti noi avessi la nostra.

Da tutti gli studenti stranieri,

UN MILIONE DI GRAZIE!”