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Coralità italiana riunita per la sesta edizione del Salerno Festival

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Coralità italiana riunita per la sesta edizione del Salerno Festival

Sta per partire la sesta edizione della festa della coralità italiana, il Salerno Festival. Un appuntamento unico per cantare, divertirsi e star bene insieme

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Coralità italiana al taglio del nastro per la sesta edizione del Salerno Festival, evento di pregio della città che si terrà dal 5 all’8 novembre.

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Coralità italiana riunita per la sesta edizione del Salerno Festival

Presentato questa mattina al Palazzo di Città, il Salerno Festival è come sempre patrocinato dall’assessore alla Cultura Ermanno Guerra, ed hanno fatto gli onori di casa il presidente dell’ ARCC (Associazione Regionale Cori Campani), e vice presidente della Feniarco Vicente Pepe ed il Project Manager della Feniarco Marco Fornasier.

Ricchissimo il carnet per questo grande appuntamento: i numeri di questa edizione sono 43 cori in totale, e  17 di essi sono fuori regione e ciò, a detta di Pepe, “porterebbe Salerno sotto i riflettori nazionali“.

“Si canterà nelle strade, nelle piazze, nei teatri, nelle cattedrali” annuncia il presidente, che fa già pregustare l’allegria delle note che risuoneranno in tutta la città. Soprattutto  sabato 8, che sarà una vera e propria maratona di coralità, in cui si alterneranno cori praticamente per tutta la giornata, per regalare dovunque la gioia della musica.

I posti designati per accogliere la coralità in arrivo sono, oltre a Salerno città, anche Cava, Vietri, e le perle della Costiera Amalfitana come Amalfi ed Atrani, ma c’è spazio anche per la Costiera Cilentana, dove ad Agropoli si esibirà il Coro Armonia, diretto dallo stesso Vicente Pepe.  Il tutto con la collaborazione della Provincia di Salerno, della Camera di Commercio, di Salerno Mobilità, della Società di Gestione del Castello di Arechi, dell’ Enoteca Provinciale di Salerno e l’ Unitalsi.

Fornasier ha sottolineato inoltre che saranno presenti tra formazioni corali di giovani, bambini e persino anziani, almeno 1.300 cantori provenienti da tutta Italia, con un repertorio che tocca i più disparati generi che vanno dal sacro al pop, al gospel.  Una grande sfilata di tante generazioni che sono animate dall’amore della musica e dello stare insieme.

Inoltre, un’altra chicca sulla prossima edizione: Salerno Festival punta in alto, per aprirsi anche alla coralità internazionale, nella “cultura dell’ospitalità”, come dice l’assessore.

Guerra infatti elogia la proverbiale accoglienza dei salernitani, che saranno allietati non soltanto dalla musica ma anche dall’accensione delle Luci D’Artista, evento che costituisce un connubio ormai divenuto inscindibile con quello della coralità.

Il canto è la forma più bella e gioiosa che favorisce l’aggregazione e lo spirito di socialità, oltre che uno splendido e raffinato manifesto artistico che sarà sempre vessillo della cultura italiana nel mondo. E che ognuno dei partecipanti al festival, da qualsiasi regione provenga, sente profondamente dentro di sé. Perché la musica unisce ciò che l’essere umano stupidamente divide.

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Classe 1987, ho frequentato l’Università degli Studi di Salerno, conseguendo la Laurea di Primo Livello in Sociologia. Ho ottenuto una certificazione di frequenza per il corso di addetto/responsabile Ufficio Stampa e ho partecipato a diversi concorsi letterari, tra cui quello dell'estate 2015 del Circolo degli Artisti Salernitani, che mi è valso un Primo Premio. Lo scorso anno ho pubblicato il mio primo romanzo edito da Writers Editor, intitolato "Amore di papà". Sono un'attivista femminista e sostenitrice dei diritti LGBTIQ e gestisco una pagina Facebook sui diritti delle donne, "Doppia Vu Women Rights". Inoltre, ho il ruolo di segretaria provinciale presso la sezione NIDIL CGIL di Salerno.