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Colatura di alici, dalla tradizione a marchio D.O.P.

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Colatura di alici, dalla tradizione a marchio D.O.P.

Si è conclusa ieri l’edizione 2015 dell’annuale Festa della colatura di alici, che ha visto Cetara, borgo marinaro della costiera amalfitana, impegnata tutto il weekend dell’11, 12 e 13 dicembre, a esaltare, tra convegni, gare culinarie e degustazioni locali, il suo prodotto locale di maggior prestigio: la colatura, appunto

[ads1] La Festa della colatura di alici, che si svolge ogni anno nella prima metà di dicembre ed ha avuto inizio con la riscoperta della colatura delle alici che si produce solo a Cetara, porta il tipico condimento cetarese “oltre il mare”, facendo navigare la propria tradizione, e quindi la sua identità locale, verso il raggiungimento del marchio DOP (Denominazione di Origine Protetta).

festa colatura di alici

Un marchio il quale riconoscimento rappresenta, non solo la tutela e la valorizzazione della colatura come prodotto della tradizione, ma – come dichiara il sindaco Secondo Squizzato – “il modo migliore per ottenere l’efficace difesa della colatura dai numerosi e frequenti tentativi di imitazione. Auspichiamo che tutti gli attori del processo, produttori, amatori e ristoratori, agiscano uniti per conseguire l’importante obiettivo”, conclude.

La denominazione di origine protetta, meglio nota con l’acronimo DOP, è un marchio di tutela che viene attribuito agli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono esclusivamente dai fattori, sia umani che naturali, del territorio in cui sono stati prodotti.

dietro le quinteQuesto vuol dire che la colatura di alici ha in sé tutto il sapore del clima della costiera, l’importanza di tecniche di produzione tramandate nel tempo da padre in figlio e l’autenticità delle tradizioni del mare nostrum, che combinati insieme consentono di ottenere un prodotto inimitabile fuori dai “confini cetaresi”.

Pertanto, dopo un primo “approccio teorico” con la colatura tenutosi venerdì pomeriggio con il convegno sul tema “La colatura di alici: dalla tradizione all’identità locale”, si è passati “all’approccio pratico” di sabato con la gara culinaria popolare che ha visto gareggiare ben 15 portate con la colatura per aggiudicarsi il “premio gastronomico Ezio Falcone”, dedicato allo studioso della storia gastronomica del territorio costiero, nonchè uno dei primi promotori della colatura di alici di Cetara.

L’allettante gara, giunta alla sua quarta edizione, che si è svolta per tutto il pomeriggio nella splendida cornice del Cetus, ha visto quest’anno tra i partecipanti, non solo appassionati di cucina e persone del posto amanti dei fornelli e del loro prodotto, ma, per la prima volta per la gara, la presenza di food blogger, giornalisti ed esperti gourmet che non si sono accomodati da giurati, ma si sono messi in gioco, dall’altra parte del banchetto, proponendo una colatura con le sue mille sfaccettature.

Maruzze tra terra e mare”, “Linguine alla Ravellese”, “Zucche magiche”,“Patate al profumo di alici e di peperoni cruschi”, sono solo alcuni dei 15 piatti proposti, che hanno portato nella passerella dalla cucina alla giuria, davanti agli occhi desiderosi del pubblico presente, la “Signora Colatura” che ha sfilato insieme con quasi tutti prodotti del territorio nostrano, come il pomodorino del piennolo, la rucola della piana del Sele, i fagioli di Controne, le noci di Sorrento, le nocciole di Giffoni, i limoni della costiera e tonno e alici di Cetara.

Tesori di “Terra nostra” insomma, come il nome di uno dei piatti proposto da Nello Giordano, pescatore di Cetara, vincitore dello scorso anno del premio “Gusto e Fantasia”, che pesca e cucina il pesce “povero” arricchendolo in tutti i modi. Dal mare alla tavola, favorendo così la filiera corta.

fusillo vincitoreO come Teresa Bottiglieri, casalinga, anche lei cetarese, che con la sua “Ricciosa mediterranea” secondo a base di scarola di giardino, capperi e olive di Gaeta, colatura fatta a mano, pane del forno sotto casa e uova fresche di gallina, ha reso omaggio agli autentici sapori locali, aggiudicandosi così il secondo posto. “Punto tutto sulla produzione propria”, ci rivela Teresa, degna rappresentante dei sapori della sua terra, moglie e madre di pescatori. “La colatura va usata molto su verdura e legumi. E saperla dosare bene ne fa una prelibatezza!”

Ancora di Cetara Domenico Di Crescenzo, sottoufficiale della Guardia costiera, che con i suoi “Trafilati d’oro” vince il terzo posto: Spaghetti con pomodorini San Marzano gialli, capperi delle Eolie, acciughe “a metà maturazione”, colatura, limone IGP e pistacchi tostati. Pur confessando di non essere un grande cuoco, riconosce di avere “un dono di natura ad abbinare i sapori”.

Vincitore invece della quarta edizione del premio gastronomico Ezio Falcone è Marco Contursi, che diverte la giuria con il suo originalissimo “Fusillo che si crede raviolo”.

20151212_155014L’annuncio della vittoria domenica 13 dicembre, nella piazzetta San Francesco di Cetara, tra la degustazione dei piatti tradizionali a base di pesce e colatura a cura dei ristoranti locali e lo spettacolo musicale del gruppo vietrese dei Via Toledo, che hanno presentato “Il mare, la pesca e la musica popolare”.

Ho portato in alto il nome dei cuochi dell’Agro nocerino in Costiera”, ci dice il giornalista di Scafati e fiduciario slow food, mentre viene premiato dal giornalista e conduttore della serata Alfonso Bottone, con un’opera in ceramica realizzata dal ceramista Enzo Santoriello.

“Il segreto è divertirsi, non prendersi mai troppo sul serio e amare quello che si fa”, ci rivela Bottone, organizzatore degli eventi in Costiera Amalfitana, chiudendo questo ghiotto weekend nostrano con una domanda rivolta a tutti gli amanti della colatura: “Ma tra tutti, quale sarà il mix di sapori più erotico?”

A voi la scelta. E buon assaggio. [ads2]

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Laurea in Filosofia con lode, Master universitario in Risorse Umane, Corso di specializzazione in Turismo Sociale e un libro di poesie inedite pubblicato nel 2005. Ma in fondo ciò che volevo fare “da grande” era il Cabaret. Innamorata della mia “divina” terra e dei poteri catartici della natura, mi destreggio nel quotidiano tra sports fuoriporta, danze popolari e laboratori di tipicità nostrane rigorosamente hand made. Vagabonda per vocazione, nel cassetto di casa ho lasciato come sogno un romanzo a 4 mani. E tra un’esperienza e l’altra di questo veloce evolversi del nostro tempo, dal primo giorno del 2015 sono sbarcata in ZON.. new writers generation piena di fermento, di talento e di entusiasmo.