Cittadinanza Onoraria al Mons. Beniamino Depalma

La Cittadinanza Onoraria a Sua Eccellenza Revendissima Mons. Beniamino Depalma è stata conferita giovedì 8 settembre a Palazzo di Città nel corso di un Consiglio comunale straordinario

La Cittadinanza Onoraria al Monsignore Beniamino Depalma è segno della testimonianza della gratitudine dei Cavesi per essere stato una guida esemplare durante il servizio episcopale svolto nella Città di Cava de’ Tirreni. Il 7 dicembre 1990, infatti, fu eletto Arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni  e nel Duomo di Napoli, il 26 gennaio 1991, ricevette l’ordinazione episcopale dal cardinale Michele Giordano. Il 15 luglio 1999 lasciò l’Arcidiocesi e fu nominato Vescovo di Nola. 

L’iniziativa di onorare il Monsignore con la più alta testimonianza di ringraziamento della città, la Cittadinanza Onoraria, per gli otto anni di carriera episcopale, è partita dal Consigliere e Professore, Armando Lamberti, il quale ha esaltato il servizio di Sua Eccellenza.

‘Lo scorso 17 febbraio è stato celebrato ad Amalfi il 25° anniversario dell’ordinazione episcopale avvenuta a Napoli il 26 gennaio 1991. Ebbene, vedere tanti cavesi seguire quella celebrazione vuol dire entrare nel cuore di ognuno di noi. Tutto ciò che viene fatto con amore rinnova, lo stesso Depalma non ha mai nascosto la sua stima per Cava, città di cultura.

Ricordo come il Monsignore ha stabilito un dialogo con la città e il recupero di strutture terremotate, ora messe a nuovo. Ha impostato un dialogo con le associazioni e il mondo giovanile. Quando è arrivato a Cava nel 1991, ha introdotto la famiglia come fenomeno sociale per contribuire alla crescita della cultura della solidarietà, l’importanza di garantire e tutelare il diritto alla casa per tutti. E’ stato, e continua ad essere, un punto di riferimento e Cava ha un debito di gratitudine nei suoi confronti, come esempio di dedizione alla città e al suo territorio.’ 

Marco Galdi, portavoce della minoranza consiliare, ha dato la piena approvazione all’onoranza, descrivendo Mons. Depalma come uomo di coraggio, che ha coinvolto e dedicato la sua vita ai giovani.
La consegna della pergamena ha dato inizio al discorso del Mons. De Palma, visibilmente emozionato.

‘ A Cava de’ Tirreni sono entrato esattamente il 3 marzo 1991 e posso dire di essere orgoglioso di aver collaborato con le istituzioni locali. Alla Chiesa non spetta un merito, ma se sono qui è per condividere l’affetto e l’amicizia del popolo cavese . Non sono un vescovo eccezionale, tuttavia ho amato immensamente questa città che credo abbia un unicum, una sorta di genio che si vede dalle bellezze architettoniche e dalla profonda cultura.

Ricordate che dove ci sono domande, c’è il benessere di una città. Nella città di Cava non c’è l’illegalità, perché c’è gente che pensa, riflette. Non ho fatto nulla di eccezionale, mi sono semplicemente ispirato all’insegnamento del Concilio Vaticano II, e quando sono arrivato nel ’91 mi chiedevo come potesse diventare significativa la Chiesa. Bene, la Chiesa deve parlare con i gesti, deve dialogare dove bellezza e verità esiste, anche se essa non può avere tutta la verità, ma non deve avere paura di perdere. Deve essere compagna della gente che cammina nella stessa strada, una Chiesa deve chiedere per favore, sempre. Cava è un posto di laici innamorati del bene comune che vale più di tutto, è la più grande risorsa, insieme ai poveri che sono i maestri di vita e ci insegnano a vivere meglio. Se non avessi avuto il popolo cavese, uomini e donne, non sarei stato questo vescovo.’

Per le foto si ringrazia Gabriele Durante