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Cilento e Diano protagoniste dell’ultima puntata di Linea Verde Estate

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Updated on 22 October 2021 14:21
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Le telecamere di RaiUno viaggiano verso il Cilento e il Diano per le ultime due puntate di Linea Verde Estate

Dalla Costa degli Infreschi a Marina di Camerota, a Policastro: l’ultimo imperdibile appuntamento di Linea Verde Estate, con Marco Bianchi ed Angela Rafanelli, in onda domenica 13 Settembre, alle 12.20 su Raiuno, sarà un viaggio nel Cilento e Vallo di Diano. Il più grande convento d’Italia: a Padula, storia e origini della Certosa di San Lorenzo, la prima ad essere nata in Campania, ancor prima di quella di San Martino a Napoli e di San Giuseppe a Capri, nonché uno dei siti più interessanti in Europa per magnificenza architettonica e copiosità di tesori artistici.

La suggestiva mulattiera lastricata in pietra ed in parte scavata nella roccia, il profondo e spettacolare canyon, le acque limpide che formano, scorrendo tra profonde e suggestive pozze, rapide e cascate: a Morigerati, seguendo il corso del fiume Bussento, alla scoperta dell’ “Inghiottitoio”, imponente antro roccioso, posto alla base di una parete alta 100 metri.  Una superficie di appena 47 chilometri quadrati, oltre 180 varietà di orchidee selvatiche in un territorio particolarmente ricco di aspetti paesaggistici e botanici: a Sassano, nel comprensorio del Monte Cervati, l’immenso patrimonio in biodiversità della Valle delle Orchidee, cuore naturalistico del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e degli Alburni.

Un rito che si tramanda di padre in figlio: a Scario, immersi nella natura e nei rumori notturni del mare, la pesca delle alici con la menaica, antichissima tecnica di pesca un tempo diffusa in tutto il Mediterraneo ed oggi  gelosamente custodita in pochi borghi marinari del Cilento,  e l’importanza del pesce azzurro nella dieta Mediterranea.

Il grano antico, il futuro del cibo”: a Caselle in Pittari, con i ragazzi cilentani della cooperativa Terra di Resilienza, l’appassionato racconto della guerra tra grani industriali, grani antichi e grani locali, del cibo di prossimità e di quello che viene da lontano, delle virtù della pietra che macina, della riscoperta della terra e dell’economia locale e solidale. Dall’allevamento delle vacche alla produzione del latte e del formaggio: tra Sassano e Starace, la secolare tradizione del cacio cavallo.