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Cavese, dalla festa per la C1 al dramma: 14 anni senza Catello Mari

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Updated on 11 August 2020 7:34
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Nella notte tra il 15 ed il 16 aprile del 2006, la Cavese e la città di Cava de’ Tirreni perdevano per sempre Catello Mari, dopo un pomeriggio di festa per la promozione in Serie C1

Passare dal trionfo di un campionato al dramma per una vita spezzata è un attimo: 14 anni fa, tra il 15 ed il 16 aprile, la Cavese e la città di Cava de’ Tirreni vivevano due episodi significanti ed indimenticabili nell’arco di poche ore, nel bene e nel male.

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Il 15 aprile 2006, un sabato pre-pasquale, la squadra allenata da Sasà Campilongo (oggi nuovamente in panchina) trionfava 2-1 in rimonta contro il Sassuolo al “Simonetta Lamberti” e festeggiava il ritorno in Serie C1. Tra gli eroi di quella cavalcata, c’è anche Catello Mari, difensore col vizio dei gol pesanti e decisivo per le sorti dei metelliani in quella stagione, diventato una bandiera per i tifosi (tra i tanti episodi, indimenticabile l’esultanza dopo un gol nel derby contro la Nocerina).

Per tutto il pomeriggio, la sera e la notte di quel sabato, la città si riversò per le strade a festeggiare quella promozione che mancava da tanto (forse troppo) tempo, oltre 20 anni. Ma la mattina di Pasqua, un giorno tradizionalmente di festa, per Cava de’ Tirreni e la Cavese si trasformò in dramma: Catello Mari muore. Nella notte del 16 aprile, un incidente stradale poco dopo l’uscita autostradale di Castellammare di Stabia (sua città natale) gli costò la vita.

Una perdita dolorosa che quasi non dava più senso alla vittoria di quel campionato: la perdita di Mari per la Cavese fu pesante. Oggi, a distanza di 14 anni, il suo ricordo vive per le strade di Cava de’ Tirreni, tra murales e scritte varie dedicate al “Leone” (così soprannominato dai tifosi). Quest’anno non si terrà la consueta commemorazione annuale con la messa in suo ricordo, a causa dell’emergenza Coronavirus. Ma nessuno a Cava dimentica le giornate del 15 ed il 16 aprile, nel bene e nel male.

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