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Cava: successo per “Ferdinando”, ora “il centro che non t’aspetti” fa bis

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Cava: successo per “Ferdinando”, ora “il centro che non t’aspetti” fa bis

Un vero successo per la rassegna “Il centro che non t’aspetti”. Tantissimo il pubblico che ha affollato la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” di Cava de’ Tirreni. Già protagonista a fine dicembre con “Jazz Documentary”, ieri sera, domenica 6 gennaio, l’Associazione “Fuori Tempo” ha strappato nuovamente fragorosi applausi mettendo in scena “Ferdinando”, commedia teatrale di Annibale Ruccello vincitrice del premio IDI nel 1985 e nel 1986. “Siamo davvero soddisfatti che il pubblico si sia lasciato “rapire” dall’ opera del genio di Annibale Ruccello” afferma Geltrude Barba, regista dello spettacolo “La presenza di tante persone ci ripaga dei grandi sforzi che hanno preceduto la preparazione della performance. Un grazie particolare” conclude Barba “va a tutte le persone che in ogni data della kermesse teatral-culturale stanno affollando la Sala Comunale Luca Barba”.

Magistrali le interpretazioni di tutti i protagonisti della serata: a cominciare dalla già citata Barba, che ha vestito i panni di “Donna Clotilde”, per poi passare a Carolina Damiani, Antonio Coppola e Pietro Paolo Parisi, che hanno interpretato i personaggi di “Gesualda”, “Don Catellino” e “Ferdinando”. Tutti bravi a riproporre sul palco gli odi, i desideri, le vendette, le tenerezze e gli abbandoni caratterizzanti la “Nuova Drammaturgia” del modo di fare teatro del compianto Annibale Ruccello.

Archiviato con successo l’appuntamento del 6 gennaio, la rassegna “il centro che non t’aspetti”, organizzata dal Consorzio Cava Centro Commerciale Naturale, in collaborazione con la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” e con il sostegno di cittadicava.it, cavaturismo.it e koine.us, ritornerà domenica 13 gennaio. Alle ore 20.00, sempre presso la struttura metelliana sita in Corso Umberto, l’Associazione “Amici di Pregiato” metterà in scena “La reliquia di Santa Giacinta”: la storia di una prostituta extracomunitaria rifugiatasi nella Parrocchia di Santa Giacinta, un’immaginaria parrocchia di paese.

Juta (questo il nome della ragazza) incontrerà Peppino, il sacrestano, detto “o miezo prevete”, il quale proverà ad aiutarla a fuggire dal suo aguzzino. Nella chiesa di don Armando, il parroco, c’è però un intenso viavai di persone e Peppino dovrà faticare per nascondere la ragazza, provocando una serie di situazioni comico-surreali con un esilarante colpo di scena finale.

Tutti gli appuntamenti, costi e modi di prenotazione della rassegna, in programma fino a domenica 27 gennaio, sono consultabili sul sito internet www.cavain.it.

FOTO dal sito www.cavain.it