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Cava, ospedale e fuochi: l’Amministrazione si aggiudica il primo round

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Updated on 12 August 2022 23:01
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Serve attendere la sentenza di merito inerente alla riapertura del reparto di Ginecologia ed Ostetricia di Cava e sui fuochi di Castello

[ads1] Per il Comune di Cava de’ Tirreni la doppia pronuncia favorevole del Tar è stato un primo round vinto. Il Tar nel procedimento in corso sulla chiusura del reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’Ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo, promosso dal Comune con l’intervento ad adiuvandum del Comune di Vietri sul mare, del Comune di Positano e delle Organizzazioni sindacali Ggil, Utl-Ugl, Cisl, Cst-Uil, accogliendo “l’articolata istanza” del Comune “finalizzata alla designazione di organo commissariale ad acta” per l’ottemperanza alla pronuncia cautelare del 30 marzo scorso che disponeva la riapertura del reparto, ha nominato “per l’adozione delle doverose misure attuative” il Direttore Generale dell’Azienda OO.RR., quale Commissario ad acta, tenuto a dare esecuzione alla riapertura del reparto.

Inoltre, ha respinto in fase cautelare il ricorso presentato da Padre Luigi Petrone, per l’accensione dei fuochi su Monte Castello, premiando così il lavoro dell’Avvocatura comunale che, dopo la prima sospensiva ottenuta dai legali di padre Luigi Petrone, hanno motivato, come richiesto dal Tar, le ragioni dei dinieghi allo sparo dei fuochi pirotecnici su Monte Castello e all’istallazione delle luminarie nel centro storico.

Due pronunce, non definitive, che hanno però reso il primo cittadino soddisfatto: “Esprimo soddisfazione per la doppia pronuncia favorevole del Tar, sia rispetto alle note vicende del nostro ospedale, sia nel giudizio intentato contro il Comune dal Rettore del Convento francescano. Abbiamo fin dal primo momento creduto e combattuto nella riapertura del reparto di ginecologia e confidiamo che quanto da tutti auspicaCavato si realizzi. Sarebbe il completamento di un grande lavoro che ha dato dignità e posti letto al nostro ospedale. Per quanto riguarda i festeggiamenti per Sant’Antonio, l’Amministrazione ha inteso solo affermare principi di buon senso per i quali Monte Castello non può diventare una base di sparo di fuochi pirotecnici senza limiti e concedibile a chiunque ne facesse richiesta e, in secondo luogo, che gli interventi nel centro storico devono essere ispirati a buon gusto e sobrietà, bandendo ogni forma di “pacchianeria”. Entrambi i principi sono stati condivisi dal Tar che ha gettato le basi per un ripristino del decoro e della civiltà. E’ stata così sconfessata una pessima parentesi amministrativa ispirata alla debolezza e al permissivismo del mio predecessore”.

Intanto, però, l’avv. Alfonso Senatore, legale del frate, in una nota rilasciata promette di non fermarsi qui: “La causa, ora prosegue nel merito anche per i danni che saranno devoluti per l’opera a favore dei malati terminali e i bambini leucemici. Il prof. avv. Marco Galdi, costituzionalista, sta predisponendo il referendum popolare per riportare lo statuto così come era ab origine, che si terrà in concomitanza con quello del no alle modifiche costituzionali, che come questo riguarderà il gradimento di Renzi e del Sindaco. La tanto ridicola e sbandierata vittoria del Comune è, invece, una sonora sconfitta. Grazie all’azione giudiziaria il Sindaco è stato costretto ad inginocchiarsi e a rivedere i suoi assurdi, illegittimi, illegali, immotivati dinieghi “.

Insomma, da queste premesse la querelle sembra continuare.

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