Cava de’ Tirreni, l’Amministrazione fa chiarezza sull’aumento della Tari

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L’amministrazione comunale di Cava de’ Tirreni fa chiarezza in merito all’aumento sulla Tari dovuto ai costi per lo smaltimento dei rifiuti

La Tariffa sui Rifiuti (Tari), come annunciato dal PEF 2019 (Piano Economico Finanziario) e dall’approvazione, all’unanimità (astenuto Lamberti) del Piano Tariffario della Tari dal Consiglio Comunale del 29.03,2019, prevede un aumento dovuto esclusivamente ai costi per lo smaltimento dei rifiuti.

I costi del trasporto e conferimento dei rifiuti, sia indifferenziato che differenziato, agli impianti regionali, nel corso del 2018, sono aumentati notevolmente a causa delle ben note emergenze che hanno costretto tutte le Amministrazioni comunali a sostenere spese ulteriori per poter smaltire in impianti privati ed anche per i costi degli adeguamenti, naturalmente in aumento, degli stessi impianti regionali. Grazie ad una oculata gestione dei rifiuti dell’Amministrazione Servalli, per quelle che sono le proprie competenze ed attività sul territorio comunale, dimostrata inequivocabilmente dall’efficienza ed efficacia della Metellia Servizi che ha fatto registrare una diminuzione dei propri costi gestionali per l’igiene urbana, e degli uffici comunali competenti, è stato possibile contenere l’aumento che i cittadini riscontreranno sulla prossima bolletta Tari.

“Lavare la testa all’asino è una perdita di tempo – afferma l’Assessore al Bilancio, Adolfo Salsanosono pronto ad ogni confronto, con chiunque, sul costo dei rifiuti e sull’aumento della Tari. Basta girarsi intorno per rendersi conto che non c’è famiglia in tutta la provincia di Salerno e non solo, a cui le Amministrazioni comunali non abbiano dovuto aumentare la Tari, anche con percentuali di gran lunga superiori alle nostre. Mettere poi in relazione la riorganizzazione aziendale della Metellia, che è un elemento qualificante e di efficientamento, è l’ennesima dimostrazione della malafede, incompetenza e disonestà di questi personaggi.

A tal proposito preciso che il costo complessivo previsto per l’esercizio 2019 è di 10.500.750,25 euro, oltre il 5% dell’addizionale provinciale (Tefa), rispetto alla previsione 2018 di 10.358.226,33 euro, oltre il 5% Tefa, con un aumento, quindi, di 142.523,92 euro. Tale aumento non può essere distribuito in modo uniforme su tutte le utenze, per effetto della tipologia dei costi suddivisi tra fissi e variabili e tra utenze domestiche e non domestiche. Essendo aumentata notevolmente la parte variabile della tariffa, il maggior peso viene sopportato dalle famiglie più numerose.

Ci si è invece, non so se volutamente, soffermato soltanto su un aumento percentuale ad un piccolo numero di utenti e precisamente a nuclei composti da 6 o più unità, per essere precisi a soltanto 488 utenze su 19.752, dimenticando le percentuale che vanno dall’1 al 5-6% per tutte le altre 19.264 utenze. Se sono questi i personaggi che aspirano a gestire i conti del Comune siamo veramente messi male. Anche perché, ricordo che gli stessi, poco tempo fa, hanno snocciolato cifre demenziali per un ipotetico reddito di cittadinanza locale, irrealizzabile. Il consiglio che possiamo dare è di frequentare maggiormente le stanze del Palazzo di Città ed apprendere il modo serio e corretto di intervenire sia da parte della maggioranza che della minoranza che, anche in questo caso, si è contraddistinta una estrema onestà intellettuale ”.