Caso “termovalorizzatore”, Vincenzo De Luca assolto dalla Cassazione



Vincenzo De Luca

La Corte di Cassazione respinge il ricorso della procura generale di Salerno contro il governatore della Campania Vincenzo De Luca

La Cassazione ha posto il sigillo finale al processo, confermando l’assoluzione di De Luca. L’accusa riguardava la nomina di un project manager nell’ambito di un progetto per la costruzione di un termovalorizzatore.

La vicenda risale al 2008 quando De Luca, allora sindaco di Salerno, era anche stato nominato commissario, dalla presidenza del Consiglio dei ministri, per la realizzazione dell’impianto da realizzare in via Cupa Siglia a Salerno. La condanna in primo grado prevedeva per effetto della legge Severino, la sospensione dall’incarico di presidente della Giunta regionale. 

Tale provvedimento venne poi sospeso dal tribunale, nell’attesa che la Corte costituzionale si pronunciasse sul caso. Un angosciante processo, durato cinque anni, da settembre 2011 ad oggi quando i giudici della sesta sezione penale della Corte di Cassazione (presidente Conti, relatore Fidelbo), dando ragione alle tesi della difesa, hanno respinto il ricorso presentato dalla procura generale di Salerno contro il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, dichiarando: “Il provvedimento di nomina a commissario delegato faceva espressa menzione di tali poteri”.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, i giudici hanno sottolineato il quadro complessivo entro cui i fatti contestati si sono svolti, ovvero una Campania dove era stato decretato lo stato di emergenza dei rifiuti. In questa situazione De Luca ha agito utilizzando i poteri di commissario delegato per provvedere alla riorganizzazione del settore, per garantire ogni forma di tutela agli interessi della popolazione e raggiungendo il risultato per cui l’incarico gli era stato affidato: “Provvedere alla localizzazione, progettazione realizzazione dell’impianto di termodistruzione, nonché degli impianti connessi al ciclo integrato dei rifiuti, alla raccolta differenziata nel Comune di Salerno. In questa veste De Luca si poteva avvalere delle deroghe”.

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