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La Campania dal cinema muto a Paisà, venerdì a Baronissi

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Updated on 4 July 2020 23:26
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Napoli d’altri tempi. La campania dal cinema muto a Paisà, venerdì 19 giugno ore 18.00 presso il Salone d’Arte Contemporanea di Baronissi 

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Venerdì 16 giugno alle ore 18.00, nel salone delle Conferenze del Fondo Regionale d’Arte Contemporanea di Baronissi, si terrà la presentazione del volume Napoli d’altri tempi. La Campania dal cinema muto a «Paisà», edito da Liguori Editore. Il libro curato da Pasquale Iaccio, con prefazione di Carlo Lizzani, ricostruisce la diffusione e l’evoluzione del cinema nell’intero territorio campano con approfonditi saggi specifici dedicati alle città di Salerno, Cava de’ Tirreni, Avellino, Caserta e Napoli.

La Campania dal cinema muto a Paisà,
Napoli d’altri tempi. La Campania dal cinema muto a Paisà

Napoli d’altri tempi, dal titolo di un film degli anni Trenta «per metafora, rappresentativo di una stagione  non solo cinematografica di una città e di una regione – scrive Pasquale Iaccio – presenti nell’immaginario degli spettatori di ogni parte del mondo», è la seconda tappa di un cammino di ricerca, iniziato con L’alba del cinema in Campania. Dalle origini alla Grande Guerra (1895-1918) apparso nel 2010.

Basate su indagini svolte per la prima volta in maniera sistematica negli archivi e nelle biblioteche locali e coordinate dal professor Pasquale Iaccio, docente di Storia del Cinema presso la “Federico II” di Napoli e l’Università di Salerno, le ricerche proseguono la narrazione di come la principale forma di comunicazione, e a volte d’arte, del Novecento abbia preso forma e influito sulla vita sociale e culturale della Campania in un arco temporale che, questa volta, abbraccia i decenni che vanno dal primo dopoguerra al secondo conflitto mondiale.

In particolare Napoli, nella realtà materiale e nell’immagine pubblica, si trasforma, dalla poetica icona del Grand Tour, nella città guerriera dei cinegiornali LUCE. La guerra, i bombardamenti, i lutti porteranno alla caduta delle illusioni e alla città dolente di Paisà e del neorealismo.

L’affascinante e difficile rapporto tra cinema e storia, fulcro dell’omonima collana della Liguori di cui questo libro rappresenta la ventesima pubblicazione, è inquadrato, inoltre, anche nei singoli contesti delle altre quattro province, con uno sguardo attento tanto alle dinamiche cittadine quanto a quelle delle zone più  periferiche, consentendo di sottrarre alla penombra e riconsegnare, almeno in parte, alla memoria collettiva una porzione significativa dell’identità storico-culturale delle comunità del Sannio, della provincia di Caserta, dell’avellinese e del salernitano. In quest’ultima realtà, l’intreccio indissolubile tra micro e macrostoria, la capacità del cinema di connotare il centro cittadino e la sua funzione all’interno del nuovo assetto urbano della città: Salerno assume l’aspetto di una vera e propria “città moderna” sia dal punto di vista urbanistico che culturale ed il cinema ne diventa subito simbolo di innovazione.

La ricostruzione storica delle sale cinematografiche più famose come la sala Luciani, la storia delle famiglie salernitane che investivano sulla cultura e progettavano spazi cinematografici come la famiglia Genovese, fino alla ricostruzione della serata futurista salernitana del 1922 al cinema teatro Elisa, sono qui indagate da Roberta Bignardi grazie ad una ricerca basata esclusivamente su fonti primarie, testimonianze orali, programmi e periodici dell’epoca, in gran parte custodite all’Archivio Storico e all’Archivio progettuale del Comune di Salerno.

dal cinema muto a Paisà
Napoli d’altri tempi. La Campania dal cinema muto a Paisà

Nella prefazione Carlo Lizzani scrive: «Vorrei motivare il mio caldo e sincero apprezzamento per questa raccolta di saggi che Pasquale Iaccio ci offre sotto il titolo Napoli d’altri tempi. La Campania dal cinema muto a “Paisa” che continua il discorso aperto, sempre da Iaccio, con L’alba del cinema in Campania), consentendomi un salto di corsia. Lo spostamento di queste mie parole introduttive dal piano di osservazione storiografica e filologica a quello della riflessione epistemologica. Una piattaforma più ampia – non spaventi dunque questo ricorso addirittura alla dimensione del pensiero – e giusta, secondo me per misurare l’effettivo spessore di questo tipo di operazioni dedicate alla memoria, sui parametri offertici dalla cultura del Novecento».

I risultati di questo minuzioso lavoro saranno illustrati dallo stesso curatore del volume, Pasquale Iaccio, nonché dagli autori dei singoli saggi. Nel corso dell’incontro sarà proiettato anche il documentario realizzato con immagini dell’epoca da Mario Franco, regista e studioso del cinema napoletano nonché docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli.

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