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Botti illegali: al via la campagna di prevenzione nelle scuole

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Botti illegali: al via la campagna di prevenzione nelle scuole

Prevenzione e informazione, su questi due elementi la Questura di Salerno punta affinché gli studenti comprendano la pericolosità dei fuochi

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Con l’approssimarsi delle festività natalizie e di fine anno, la Questura di Salerno, in collaborazione con il M.I.U.R. ambito territoriale di Salerno, nel solco delle iniziative realizzate negli anni scorsi, per sensibilizzare gli studenti sulla pericolosità dei fuochi pirotecnici, ha organizzato una campagna d’informazione che si svilupperà nel capoluogo e in provincia, attraverso incontri concordati con diversi istituti scolastici.

prevenzioneDurante gli incontri, gli Artificieri Antisabotaggio della Polizia di Stato, illustreranno i rischi collegati all’uso dei fuochi d’artificio, soprattutto quelli illegali, anche mediante la proiezione di un filmato esplicativo che, più delle parole e dei divieti, racconta dei rischi di danni fisici che si corrono nel maneggiare e fare esplodere petardi, anche quelli che all’apparenza possono sembrare innocui.

Si vogliono realizzare, in tal modo, occasioni di crescita e di informazione che, nelle passate esperienze, hanno suscitato negli studenti un notevole grado di attenzione e di interesse, grazie alle spiegazioni date dal personale specializzato della Polizia di Stato sui perché non vanno usati impropriamente artifici pirotecnici, bombe carta e botti per festeggiare Natale e Capodanno.

Nel corso degli incontri, strutturati con momenti di interattività, gli esperti risponderanno alle domande degli studenti, con consigli e suggerimenti utili per non incorrere in situazioni di pericolo insite, ad esempio, nel raccogliere da terra petardi inesplosi.

Tali iniziative di educazione alla legalità tendono a promuovere, inoltre, la vicinanza, il dialogo e lo scambio tra la Polizia di Stato e gli studenti per realizzare, nello spirito di “prossimità”, una sicurezza sempre più “partecipata” non solo nelle scuole ma nell’intero tessuto sociale contribuendo, in tal modo, alla costruzione di un rapporto di fiducia che sia in grado di sollecitare un tessuto sociale cooperativo.

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