BookNomination, elogio della “catena” intelligente



Hai già sperimentato la BookNomination? Se la risposta è sì, sai che la cultura può diventare virale. E che non tutte le “catene” vengono per nuocere

Mai piaciute, le catene di Sant’Antonio. Le detestavo, specialmente quelle psico-mediali o quelle cantilena style (con tanto di ritornello propinato dopo ogni paragrafo), per poi culminare con la classica minaccia: “O condividi o…” fine del mondo. Apocalisse. Vite distrutte. Cuore a pezzi. Eccetera, eccetera.

Finché non ho scoperto la prima “catena” sensata e, forse, neanche degna di questo nome: la BookNomination, ovvero la nipotina buona della perfida NekNomination di Facebook, che in precedenza ha mietuto molte vittime reali. Numerose sono state le varianti “alcoliche”, tra cui quella che ti costringe a bere alla guida o bere l’acqua in un water. In pratica, il “fetore” da coma etilico emanato da quei folli video si faceva sempre più intenso, fino a che qualcuno ha intelligentemente pensato: “Basta”. Dimostrando che il cervello può essere usato per creare mode molto più belle, sensate e sane delle precedenti.

BookNomination

Chi di voi non ha ancora avuto una BookNomination, non vedrà l’ora di riceverla. Pubblicare sul proprio profilo Facebook brevi estratti di libri classici o moderni (in risposta all’incipit del mittente) consente di condividere, anziché una dimostrazione di finta forza, quelle sottili emozioni nascoste “tra le righe”, espresse magari in forma di denuncia sociale o di un messaggio destinato agli amici, ma espresso con le parole di grandi autori.

BookNominationL’introduzione delle BookNominations, partite su Facebook e poi estese ad altri social networks, costituisce in effetti una vera e propria vittoria collettiva. I motivi sono almeno due: innanzitutto, condividere autori aiuta a favorire la diffusione della lettura (e questo sarà sempre un bene impagabile). Secondo vantaggio: questa “catena” serve a smentire la convinzione che i beni culturali non possano diventare virali. Tutto può essere virale, persino Foscolo o Manzoni, se sappiamo come veicolare i loro “prodotti” letterari. E, a tal proposito, le pagine dedicate alle “quotes” (dall’inglese, citazioni) si sprecano.

Certo, se pensiamo alle “catene” primordiali che giravano ai tempi di Messenger e di Yahoo c’è da intristirsi. Messaggi privi di contenuti concreti, destinati a turbare o infastidire i destinatari (spesso senza nemmeno riuscirci: venivano immediatamente cancellati). Dopo tanti anni, anche questa moda futile ma duratura torna ad avere un senso. Lode alla creatura delle masse, la BookNomination. Ormai, non abbiamo più scuse: lanciare buone idee si può (dopo aver posato il bicchiere). E per i giocatori instancabili, c’è anche la pagina ufficiale (https://www.facebook.com/booknomination): visitarla vi aprirà un mondo.

Fonte delle immagini: links web

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