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Coronavirus, l’Arcivescovo Bellandi comunica sospensione delle celebrazioni liturgiche

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Coronavirus, l’Arcivescovo Bellandi comunica sospensione delle celebrazioni liturgiche

L’Arcivescovo S.E. Mons. Andrea Bellandi dispone la sospensione delle celebrazioni liturgiche e ogni altra funzione religiosa fino a nuove indicazioni

Di seguito riportiamo la nota integrale dell’Arcivescovo S.E. Mons. Andrea Bellandi circa le disposizioni per le chiese a seguito dell’ultimo decreto governativo.

L’ultimo decreto del Governo emanato questa notte, all’articolo 2 (lettera v) espressamente chiede che vengano sospese le celebrazioni liturgiche e ogni altra funzione religiosa — e quindi anche la celebrazione pubblica delle SS. Messe, comprese le esequie — da oggi fino a nuove indicazioni (attualmente il decreto è in vigore fino al 3 aprile). Per quest’ultime, alla presenza unicamente degli stretti familiari si consentono i riti di benedizione della salma nelle cappelle a ciò adibite (al cimitero o presso altre strutture), o nella casa del defunto, ASSOLUTAMENTE SEMPRE rispettando le condizioni richieste (i familiari in senso stretto). Non si celebri il rito nelle Chiese parrocchiali, in quanto non si potrebbe evitare il concorso di più persone.

Per quanto riguarda la celebrazione degli altri sacramenti, qualora non si possano al momento rinviare (che rimane la soluzione consigliata), la celebrazione avvenga in forma STRETTAMENTE PRIVATA, a porte chiuse e con la presenza — anche in questo caso — degli stretti familiari. Si rimanda, per questo, al discernimento oculato dei sacerdoti e dei fedeli interessati.  Possono rimanere aperte le Chiese per la preghiera personale, garantendo la possibilità di mantenere la distanza di un metro trai singoli fedeli.  Quindi da oggi pomeriggio (8 marzo) ogni celebrazione pubblica viene sospesa e al contempo ogni obbligo di assolvere al precetto festivo.

Raccomandiamo perciò, particolarmente, l’invito alla preghiera personale e anche ad avvalersi dei mezzi di comunicazione sociali (Radio e Televisione) per poter seguire le celebrazioni festive.  Possa questa misteriosa prova, a cui il nostro popolo è sottoposto, aiutarci paradossalmente a riscoprire maggiormente il valore essenziale della preghiera e del rapporto personale con il Signore, che rimane la fonte della nostra speranza e che ci libera da ogni angoscia e smarrimento. Invochiamo la Madonna e i nostri santi perché ci custodiscano dal male e ci proteggano, sostenendo al contempo la nostra fede e la nostra speranza. Infine, che si abbia particolare attenzione ai nostri anziani e ammalati, non lasciandoli mai soli.

Uniti nella preghiera comune, Andrea Bellandi.