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Battipaglia, Raffaele “Cucco” Petrone: “Siamo il retrobottega di Salerno”

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Updated on 29 October 2020 23:56
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“Siamo il retrobottega di Salerno”: le considerazioni del Coordinamento Battipaglia dice “NO” sulle promesse politiche di questi ultimi giorni

Il Corriere della Sera, quando la Regione cominciò a discutere su dove mettere i rifiuti provenienti dai vari STIR, scriveva: “Il principio che guiderà il programma è quello di prossimità: ogni provincia deve risolvere il problema stoccaggio nel proprio territorio. L’orientamento è quello di trovare siti di stoccaggio provvisori non lontani dagli impianti STIR. Ma da Casalduni a Giuliano a Caivano finora si è registrato soltanto un’ostinato “NO” ad accogliere i nuovi rifiuti. La sfiducia della popolazione è tale -sottolineano gli ambientalisti- che dopo oltre dieci anni si torna a chiedere sempre alle stesse comunità di adoperarsi per un sacrificio.” L’unica comunità che non è riuscita a farsi sentire in questa protesta è stata quella di Battipaglia perché ha un’Amministrazione acquiescente.”

“A Santa Maria Capua Vetere -spiega Petrone- avevano deciso per lo STIR ma c’è stata la ribellione dell’Amministrazione comunale e i rifiuti vennero allora stoccati a San Tammaro in una vecchia discarica. A Casalduni, per le proteste, il 70% dei rifiuti venne sistemato in un sito di un privato e il 30% venne lasciato nello STIR. A Caivano il 50% di quei rifiuti furono portati all’estero. Giuliano non ha tenuto un grammo dei rifiuti. A Pianodardine e a Battipaglia si sono tenuti tutti i rifiuti. A Pianodardine dopo poche settimane il 30% di quei rifiuti accumulati vennero mandati all’estero mentre per Battipaglia la Provincia fece l’ordinanza di proroga per 180 giorni che dopo vennero ulteriormente prorogati.”

“Gli unici a protestare -continua il portavoce del comitato- fummo noi davanti alla nostra sede dalla quale ci avevano cacciato Questa Amministrazione tacque come tace ancora oggi perché noi non sappiamo se quei rifiuti sono ancora lì in palese violazione di tutte le leggi, anche quelle eccezionali. Questo succede nei comuni in cui i sindaci accettano e subiscono tutte le decisioni che la Regione Campania prende. Nella riunione del 27 agosto dell’anno scorso per quei rifiuti si era stabilito che il 30% dovesse andare a Polla ma il sindaco fece un’ordinanza di requisizione di quel sito e quei rifiuti Cecilia Francese se li è tenuti a casa nostra.”

“Se -aggiunge- questa città ha avuto una consulta per l’ambiente è perché il nostro gruppo ha esercitato pressioni, ha sollevato il problema ma su tante altre cose noi non abbiamo avuto la forza di costringerli a fare buona amministrazione. Questa Amministrazione da un anno è senza assessore all’ambiente. Ma l’ambiente è l’emergenza in questa città! L’Ente d’Ambito si vuole garantire dal futuro sindaco di Battipaglia, lo vuole stabilire con delibera della giunta regionale dando autorizzazione definitiva per far sì che, quando ci saranno emergenze, Battipaglia risolverà il problema dei rifiuti della provincia di Salerno.

“Come sempre -conclude Petrone- siamo il retrobottega della città di Salerno. Mi auguro che i battipagliesi se ne rendano conto e che prendano delle giuste decisioni.”