Baronissi, Pasquile sulla questione video-sorveglianza. La replica di Siniscalco

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“Dobbiamo constatare che l’azione politica da noi perpetrata il 16 ottobre scorso ha avuto gli effetti desiderati” queste le dichiarazioni del vice-presidente del Consiglio Pasquile. Non tarda ad arrivare la replica di Siniscalco

Il Vice-Presidente del Consiglio Comunale di Baronissi, Giuseppe Pasquile, ritorna sulle sue dichiarazioni di metà ottobre, allorché rimise le deleghe alla video-sorveglianza, wi-fi comunale ed information technology nelle mani del sindaco Gianfranco Valiante.

“Dobbiamo constatare che l’azione politica da noi perpetrata il 16 ottobre scorso, quando rimettemmo la delega alla video-sorveglianza al sindaco, ha avuto gli effetti desiderati”.

La scorsa settimana è stato pubblicato l’avviso per la presentazione di affidamento dei lavori per il miglioramento e potenziamento del sistema di video-sorveglianza dell’Ente.

“Nel solo interesse della cittadinanza, per la sicurezza del territorio e perché noi politici siamo chiamati a dare risposte nette e chiare alla popolazione, nostro malgrado tre settimane fa abbiamo dovuto effettuare una scelta politica sofferta. La remissione delle nostre deleghe è stata un “sacrificio” politico – sottolinea Pasquile – ma è servita, a quanto pare, a spronare chi di dovere”.

Il Consigliere Giuseppe Pasquile aveva infatti già anticipato qualcosa sul programma di video-sorveglianza, sottolineando all’epoca delle rinunce alle deleghe, che il progetto e la pianificazione degli interventi da compiere sui siti strategici comunali portavano la sua firma in virtù di uno studio appurato e minuzioso sull’intero territorio comunale effettuato da egli stesso.

“Non immaginavamo una cotanta velocità da parte del Sindaco e dell’amministrazione comunale nel mettere subito in pentola il progetto di video-sorveglianza di cui rivendichiamo la paternità politica e tecnica. Restiamo pertanto favorevolmente basiti da questa solerzia, frutto inequivocabile del nostro precedente disagio istituzionale che ha quindi prodotto ciò che  auspicavamo per il territorio e per la popolazione”.

Nell’intervento previsto dal bando, infatti, si vuole recuperare la funzionalità del parco telecamere già in essere, potenziando la centrale operativa presso il Comando di Polizia Municipale e installare, ove possibile, ulteriori telecamere per la video-sorveglianza nei punti strategici individuati, oltre un anno fa dallo stesso Consigliere Pasquile assieme ai tecnici comunali ed al Comandante della Polizia Municipale.

Il Vice-Presidente Pasquile non le manda a dire neanche al collega consigliere di minoranza Siniscalco: “E inutile e stucchevole che Siniscalco, che si erge come al solito a paladino dei baronissesi, si proclami con i suoi comunicati stampa competente di una materia non sua e soprattutto faccia populismo spicciolo sul come, quando e chi installò le prime telecamere a Baronissi. Quando il Sindaco ci conferì le deleghe all’ICT e video-sorveglianza, trovammo una situazione drammatica, con telecamere cinesi sparse sul territorio e volute dall’amministrazione precedente di cui Siniscalco ne aveva fatto parte per ben quattro anni! Non venga a raccontare frottole ai cittadini di Baronissi: offende l’intelligenza della popolazione distorcendo la storia politico-amministrativa a suo piacere”.

La replica di Siniscalco

“Ebbene, sono stato “attaccato” sull’argomento “video sorveglianza” a Baronissi. Peccato che chi l’ha fatto non abbia, al contempo, smentito le mie parole. Arroccarsi dietro il termine “populismo” (troppo spesso abusato da tanti rappresentanti del PD, e non so in quanti ne conoscano il vero significato) non nasconde quella che è la verità dei fatti. Temi di cui invece ben sono a conoscenza i cittadini.

Un consiglio a chi cerca di buttare fango su di me: Non nasconda, dietro aggressioni verbali verso un’opposizione costruttiva per il paese, i propri problemi all’interno di una maggioranza sempre più divisa. La politica è ben altro ed il bene della comunità dovrebbe essere il punto catalizzatore di essa, non le acrimonie per chi, forse, riesce a lavorare meglio, nonostante in opposizione”.

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