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Asl Salerno, stabilizzazione precari: la replica dei sindacati al Ruggi

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Asl Salerno, stabilizzazione precari: la replica dei sindacati al Ruggi

Avvio procedure di stabilizzazione dei precari all’Asl di Salerno: CGIL FP, CISL FP e UIL FPL replicano alla direzione del Ruggi

L’ASL Salerno con deliberazione n° 60 del primo di agosto 2018 ha avviato le procedure di stabilizzazione per il personale precario di cui al comma 1 del Dlgs n° 75/2017 art. 20.

E’ una delle prime aziende sanitarie in tutta la Campania che ha avviato le procedure di definitiva trasformazione a tempo indeterminato di tutti gli operatori che hanno i requisiti e che hanno maturato il diritto a vedersi riconosciuto tale adempimento.

Scrivono i segretari provinciali CGIL FP – CISL FP – UIL FPL Pasquale Addesso, Pietro Antonacchio, Conte Lorenzo in replica alla dirigenza del Ruggi: “Finalmente si è attivato il primo step della definitiva trasformazione a tempo indeterminato di tutti gli operatori aventi diritto che nella fattispecie sono: in servizio successivamente alla data di entrata in vigore della legge n. 124 del 2015 con contratti a tempo determinato presso l’amministrazione che procede all’assunzione; sia stato reclutato a tempo determinato, in relazione alle medesime attività svolte, con procedure concorsuali anche espletate presso amministrazioni pubbliche diverse da quella che procede all’assunzione; abbia maturato, al 31 dicembre 2017, alle dipendenze dell’amministrazione che procede all’assunzione almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni.

Un plauso va alla direzione commissariale dell’ASL – Commissari Iervolino, Perito e D’Amato – per la solerzia con cui hanno attivato le procedure, ottemperando a quanto richiesto dalla Regione. L’encomio si estende anche al Direttore del Servizio Gestione del Personale dell’ASL Salerno – dr. Avitabile Francesco – che ha immediatamente attivato la procedura per dare tranquillità ai numerosi dipendenti che da circa 10 anni aspettavano questo momento.

Ovviamente l’Azienda Ospedaliera, oltre a proclamare quanto sta facendo, di cui nessuno si accorge, è ancora impelagata in paludosi processi burocratico-amministrativi in attesa che dalla Regione qualcuno le dica cosa fare.

Turba e spiace constatare infatti che i vertici dell’Azienda male interpretano ciò che ai più, se non a tutti, è evidentemente palese.

Queste organizzazioni sindacali invocano, come già chiarito numerose volte, l’attivazione delle stabilizzazioni ai sensi della legge Madia e sono preoccupati in quanto l’ente afferma che a breve pubblicherà i primi provvedimenti di stabilizzazione del personale precario, poiché deve attivare così come fatto nell’ASL, apposito avvio della procedura attraverso specifico avviso pubblico aziendale che deve indicare modalità e termini per la presentazione delle domande.  Appare evidente che come spesso accade, nell’Azienda Ospedaliera dove tutto il superfluo si sa, non si dubita che potrebbero essere in servizio operatori aventi diritto, che attraverso l’avviso potrebbero farsi riconoscere.

CGIL FP, CISL FP e UIL FPL sono estremamente preoccupati, avendo preso visione di alcuni riscontri negativi predisposti dal Servizio Personale dell’ente, a chiara testimonianza che si confonde il tempo determinato con il lavoro a contratto di somministrazione.

Per quanto attiene la questione degli operatori con contratto a tempo determinato, condizione che riguarda tutti i dipendenti assunti e pertanto non solo infermieri ed OSS, vincitori di concorso e graduati utilmente presso altre aziende sanitarie, si sono spese troppe parole. Infatti la questione riguarda norme di legge e non si assimila al processo di stabilizzazione attivato dalla legge Madia. Le affermazioni dell’Azienda mostrano la totale confusione su tali argomenti. D’altra parte non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Non il richiamo ad una delibera della Regione Lazio è fuorviante, poiché sono già state deliberate da aziende sanitarie della Regione Campania, un mediocre conoscitore di un po’ di geografia, può attestare, senza chiedere all’ente regionale una conferma in tal senso, che anche Salerno è parte integrante del sistema sanitario regionale della Campania.

Inoltre, da ultimo ma non per ultimo, se qualcuno aspetta disposizioni dalle Regione Campania, l’ente ha già provveduto ad esprimersi, con la nota 2017 prot. 0083762 del 07/02/2017, la quale ha espressamente sancito che si possono reclutare le risorse umane attraverso l’utilizzo di graduatorie vigenti approvate da altre amministrazioni con un accordo che può venire anche ex post rispetto al momento dell’indizione della procedura concorsuale e/o della formale approvazione della graduatoria.

Pensare che all’Azienda si possa continuare a fare il gioco delle tre carte sulla pelle dei nostri giovani è intollerabile e inaccettabile.  Poiché CGIL FP, CISL FP e UIL FPL non fanno chiacchiere, si inviano tutti gli atti dai quali si evince la verità di quanto le stesse dichiarano”.