L’area industriale di Battipaglia rientra a pieni voti nel Piano Strategico delle ZES della Regione Campania



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Il decreto Gentiloni per la Regione Campania prevede nella ZES le aree portuali e industriali di Salerno, Fisciano e Battipaglia

Importante traguardo quello ottenuto dal consorzio ASI di Battipaglia al Tavolo Regionale  sulla ZES che vede come risultato finale l’inserimento della nostra zona industriale nel Piano Strategico delle Zone Economiche Speciali. Un progetto, auspicato da tempo, che consentirà di implementare lo sviluppo   della suddetta area attraverso nuovi investimenti grazie a strumenti agevolativi e semplificativi quali: burocrazia zero, riduzione della pressione fiscale e moltiplicarsi delle infrastrutture.

Grande soddisfazione per il presidente dell’ASI Antonio Visconti che ci spiega e commenta il lavoro svolto per arrivare con successo alla conclusione dell’iter.

Cos’è la ZES?

La Zes è una costruzione giuridica rivolta alle regioni del Mezzogiorno pensata dal governo Gentiloni attraverso il decreto legge 91/2017. In esso sono indicate le linee guida su come affidare alle regioni il compito di elaborare dei piani strategici che hanno l’ obbiettivo di individuare alcune aree (partendo dai siti portuali) che, collegate tra di loro da un nesso funzionale, possano irrobustire e creare, attraverso misure amministrative fiscali e finanziarie, una leva per tutto il tessuto produttivo.”

Quali sono le aree interessate in Campania?

La Campania è in assoluto la prima regione in termini di attuazione e programmazione delle ZES. Si parte dai due assi portanti rappresentati dal porto di Napoli e dal porto di Salerno per estendersi alle aree immediatamente retroportuali, alle aree con connotazione fortemente logistica (interporti) e alle aree industriali che hanno un continum con tale sistema produttivo.”

E nello specifico nella provincia di Salerno

In provincia di Salerno la ZES segue una linea ideale che consta: porto di Salerno (precisamente Porta Ovest quando verrà aperta), tangenziale di Salerno, zona ASI di Salerno, lungo Aversana, aeroporto di Salerno, zona ASI di Battipaglia, a Nord zona Asi di Fisciano. Le ASI di Fisciano e Salerno come aree a vocazione logistica e retroportuali, mentre l’ASI di Battipaglia come polo a vocazione produttiva.”

L’interporto di Battipaglia rientra nella pianificazione?

Attualmente il vecchio progetto dell’Interporto è decaduto ma, grazie ad una iniziativa esclusiva dell’ASI, e da me fortemente voluta, potrà rientrare nel piano ZES. L’ASI punta a rimodulare l’Interporto come struttura logistica agroalimentare cioè come piattaforma destinata alla trasformazione di ultimo miglio del prodotto agricolo. È prevista infatti una variante da attivare su quest’aera: dovranno essere costruiti magazzini di stoccaggio, etichettatura e confezionamento; logistica del freddo su scala più ampia (per garantire una più ottimale conservazione) e laboratori con centri di ricerca così che i nostri prodotti d’eccellenza possano diventare più facilmente commercializzabili. Insomma Interporto come piattaforma di ultima trasformazione e movimentazione dei prodotti della Piana del Sele.”

Ma perché privilegiare nelle ZES proprio le aree portuali, retroportuali e ASI?

Per quanto riguarda porti e aeroporti la scelta è obbligata in quanto sono strutture che rientrano nella programmazione economico regionale e nazionale. Le zone ASI perché in tempi passati (anni 60/70) hanno goduto di finanziamenti e sono per questo dotate di importanti infrastrutture pertanto già interconnesse con degli assi logistici. Inoltre la preferenzialità scaturisce dal fatto che per tali aree sussiste un coordinamento sovraterritoriale con una conseguente gestione accentrata che facilita gli iter progettuali.”

Quando entrerà in vigore la ZES?

La Regione ha fatto più del dovuto con l’innalzamento della soglia del credito d’imposta da 15 milioni a 50 milioni e con lo sgravio IRAP. Al momento il grande assente è il Governo: gira sui tavoli un progetto che ha per oggetto atti e decreti di sola semplificazione amministrativa. Gli interventi previsti dal decreto 91/2017 sono attuati solo per la parte della sburocratizzazione, nulla di fatto invece per i finanziamenti, l’abbassamento dei contributi previdenziali, l’IMU, etc. Comunque  è indubbio che se la ZES entrerà in vigore consentirà di superare la crisi generale che attanaglia la nostra industria.”

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