Casinò in apertura, in lizza Salerno



Casinò, quattro nuovi in Italia, candidata anche Salerno. Ma quelli attuali sono in perdita. Perché?

Ultimamente è in discussione dai Monopoli di Stato la proposta per l’apertura di quattro nuovi casinò oltre quelli già esistenti a Campione d’Italia, Venezia, Sanremo e Saint- Vincent. Al momento le case da gioco sono solo al settentrione e collocati in modo da soddisfare il più possibile la domanda da est a ovest.

Casinò
Nuovi Casinò in apertura?

L’obiettivo delle nuove aperture, è quello di coprire, seppur in parte, le richieste delle altre regioni Italiane ancora oggi messe in secondo piano. Tra le città in lizza per ospitare le nuove aperture c’è anche Salerno, alla quale fanno concorrenza, per il momento, in Toscana Montecatini, in Puglia Bari o Fasano, Anzio nel Lazio e in Sicilia Taormina. Oltre ad un aumento del turismo, si pensa che i casinò portino un grosso aumento delle entrate economiche dei comuni ospitanti. Ma la storia ci insegna che ciò non è sempre vero.

Come stanno andando oggi i casinò in Italia? La nota dolente è che i casinò italiani hanno accumulato grossi debiti negli ultimi anni; precisamente 314 milioni. Le motivazioni sono principalmente due.

Una è sicuramente l’aumento delle persone che giocano online da computer o da telefonino. Oggi infatti, con le nuove licenze di gioco emesse dai Monopoli di Stato, sono aumentati i siti dove si può giocare online e persino quelli che aiutano l’utente a scegliere il miglior portale da gioco, a seconda delle proprie esigenze.

L’altra è la cattiva gestione degli stessi. Spesso, sia i turisti che vengono in Italia, sia gli italiani stessi, vanno aCasinò giocare fuori dai nostri confini. Non è un caso che la Svizzera e la Slovenia vantino la maggior parte dei loro casinò al ridosso del confine italiano. Il problema della cattiva gestione è legato soprattutto alla burocrazia. I casinò infatti, sono gestiti da enti statali che, con la loro burocrazia lenta, non sono stati in grado di mettersi al passo con questi tempi di crisi.

Un’idea sarebbe quella di far gestire parte dei casinò ai privati. A Las Vegas, per esempio, i privati si occupano dell’organizzazione degli spettacoli collaterali di intrattenimento. Essi danno il 30% dei fatturati complessivi della struttura.

Questo forse sarebbe l’unico modo per rilanciare i casinò in Italia e per dare un aiuto reale ai comuni che ospitano e che ospiteranno, le future case da gioco.

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