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Angri, si reca al cimitero ma la tomba del caro estinto non c’è più

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Angri, si reca al cimitero ma la tomba del caro estinto non c’è più

Ad Angri ennesimo episodio strano al cimitero comunale. Recente la sentenza che ha delineato il modus operandi degli operai cimiteriali

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Angri – Denunciata alla procura della repubblica di Nocera Inferiore l’ennesima scomparsa. Dagli inquirenti, questa volta, si è recata una donna che tornata ad Angri per far visita al cimitero ha scoperto che il congiunto non c’era più. Alla vista del loculo occupato da una persona diversa la donna non ha tardato ad adire le vie legali. Quindi non si ferma lo scempio perpetrato al cimitero e mentre una delle indagini nate negli anni scorsi arriva a conclusione, se aprono altri scenari . Una storia infinita.

Come diffuso da La Città, i resti mortali del congiunto della denunciante sono scomaprsi e così due affossini, dipendenti di Angri Eco Servizi, in servizio presso il cimitero sono stati indagati per occultamento di cadavere. I resti potrebbero stati nascosti o addirittura distrutti, messi in qualche fossa comune, questo ancora non è stato chiarito. I due dipendenti, Ciro Risi e Matteo Garofalo, già indagati in un’altra inchiesta della Procura che li vede imputati per i reati di associazione per delinquere, illecita concorrenza, appropriazione indebita e peculato.

All’origine di questa scellerata pratica, gli inquirenti ipotizzano ipotesi di una compravendita di loculi, tolti agli assegnatari e affidati ad altri per soldi. Un mix di rapporti tra politica, dipendenti compiacenti ed aziende del territorio attive nel settore funebre.

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