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A Castel San Giorgio va in scena “La Storia Negata”

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A Castel San Giorgio va in scena “La Storia Negata”

A Castel San Giorgio nelle giornate del 2, 3 e 4 agosto si sta svolgendo la II^ edizione della manifestazione Ci Chiamarono Briganti, organizzata dai Comitati Due Sicilie della stessa cittadina.

Tale evento intende mettere in evidenza, far conoscere, valorizzare, la storia del sud Italia prima dell’avvento dell’Italia unita, dunque, la storia del Regno di Napoli e delle Due Sicilie.

Per raggiungere l’obiettivo è stata organizzata una mostra sul Regno delle Due Sicilie, sono stati allestiti stand di artigianato locale e di degustazione, un convegno sul revisionismo storico intitolato Le verità nascoste: come il Sud divenne provincia, perdendo il suo essere nazione che si terrà sabato 3 agosto e sarà seguito da un’esibizione di musica popolare; oltre a quotidiani spettacoli per bambini tenuti da diverse associazioni d’animazione, la manifestazione si chiuderà infine domenica 4 agosto con la presenza del cantautore Mimmo Cavallo e del suo teatro-canzone.

 

L’evento principale della serata inaugurale della manifestazione, tenutasi ieri sera, venerdì 2 agosto, in Piazza della Concordia a Castel San Giorgio, è stata la messa in scena della pièce La Storia Negata, una scrittura scenica nata dalla penna di Salvatore Borriello e rappresentata dalle compagnie teatrali Eclettica & Anime Ribelli.

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Questo spettacolo, dagli accenti a volte comici a volte decisamente drammatici, mette in scena l’arrivo dei garibaldini a Bronte il 10 agosto 1860 e il successivo “ristabilimento dell’ordine” che vi fu ad opera di Nino Bixio ed evoca pure, con un salto temporale che solo la magia del teatro può permettere, il massacro della popolazione civile di Pontelandolfo e Casalduni avvenuto il 14 agosto 1861 ad opera del Regio Esercito piemontese.

La pièce, apprezzatissima dal pubblico di Castel San Giorgio accorso in massa, è stata accompagnata da varie canzoni appartenenti al filone della tradizione popolare come il brano Sotto la luna e Briganti se more, quest’ultima posta a chiusura della rappresentazione, interpretata da Raimondo Genco con l’aiuto di tutta la compagnia teatrale e con l’accompagnamento della chitarra acustica di Giulio Santaniello.

Alla fine dello spettacolo ci siamo intrattenuti nel backstage con alcuni attori della compagnia che hanno rilasciato varie dichiarazioni ai nostri microfoni. Uno di questi è stato Ludovico Rescigno: “non so se dalla platea si possa intuire o meno ma noi sul palco ci divertiamo tantissimo e già questa è una cosa fondamentale. Però è anche molto importante che il pubblico recepisca il messaggio che vogliamo comunicare, che si appassioni alle vicende che mettiamo in scena. Per realizzare tutto questo abbiamo lavorato molto sulle scene statiche, sui dialoghi brevi, stringati. Inoltre desidero ringraziare Salvatore Borriello per tutta la passione che mette in questo lavoro”.

Anche Raimondo Genco, che nella pièce ha interpretato il personaggio di Martummè, al secolo Martino Mancini, si è fermato a parlare con noi: “il revisionismo storico, almeno per quanto riguarda il periodo che noi portiamo in scena, è un movimento culturale nato negli atenei, specie nell’Università di Salerno. Infatti dalle ricerche storiche incentrate soprattutto sulle cifre delle popolazioni delle cittadine del sud Italia si è notato come queste, da un censimento all’altro, calavano vertiginosamente; sono state ritrovate anche molte testimonianze scritte negli archivi che ci raccontano una storia diversa da quella che leggiamo ogni giorno sui libri. Questo è il nostro obiettivo, far conoscere la verità ed è una cosa che appassiona molto la gente perché, in fin dei conti, si tratta della sua storia“.

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Infine, abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche battuta pure con Salvatore Borriello, ideatore e regista di La Storia Negata: “noi abbiamo voluto prendere a modello uno spaccato della vita di tutti i giorni, per avere una lettura “quotidiana” di questo fenomeno. Sono giunto quasi per caso a fare questo spettacolo perché ho letto cose che distorcevano la realtà e, quindi, ho iniziato a documentarmi, leggendo molte carte storiche. Io non sono Borbonico, infatti mi sento più Giacobino, ma abbiamo ereditato qualcosa di falso, di distorto, bisogna sempre fare una cernita di quello che si legge. Molte delle cose raccontate stasera fanno parte di una verità: noi non vogliamo rifare l’Italia, ma vogliamo parlare di un debito dell’Italia verso l’Italia stessa, vogliamo far emergere la verità. Ogni parola di questo spettacolo è documentata e infatti ci ho messo relativamente poco per allestirlo, ho dovuto soltanto renderlo teatrale. Per quanto riguarda l’operato di stasera dei miei ragazzi non esprimo un giudizio, è una cosa che non faccio mai nelle serate “ufficiali”, preferisco giudicarli nelle prove, perché nelle serate di fronte al pubblico l’unica cosa importante è andare sul palco e crederci”.

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Laureato in Lettere, curriculum Pubblicistica, il 25 maggio 2010 e poi in Filologia Moderna il 13 marzo 2013, Gerardo inizia la sua collaborazione con ZerOttoNove nel giugno 2013 occupandosi della cronaca e delle vicende politiche di Calvanico (sua cittadina di residenza), trattando dei più svariati eventi e curando la rubrica CanZONando che propone, di volta in volta, l'attenta e puntuale analisi dei migliori brani della storia della musica. Ex caporedattore di ZerOttoNove.it e di ZON.it, WordPress & SEO specialist, operatore video e addetto al montaggio (in casi estremi), Gerardo ha molteplici interessi che spaziano dallo sport alla letteratura, dalla politica alla musica all'associazionismo. Attualmente svolge l'attività di docente, scrittore e giornalista pubblicista.