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Chi era Erchemperto ?

Il IX secolo ha visto come protagonisti, Napoli ancora formalmente suddita dell’Impero Romano e governati da un Magister Militium, i Greci sotto il comando dell’Imperatore che risiedeva a Bisanzio, i Longobardi di Benevento, Capua, Salerno, i Franchi dell’Imperatore del Sacro Romano Impero e gli Arabi.

Lotte interminabili, spesso fratricide, con ogni sorta di alleanza e contrapposizione.

Quasi unico testimone contemporaneo (agli eventi), è un monaco longobardo, Erchemperto, continuando l’opera di Paolo Diacono, raccontò, il tramonto dei Longobardi di Benevento.

La lingua di Erchemperto è lontana da quella degli scrittori classici e dalla correttezza di Paolo Diacono il racconto è spesso impreciso, caratteristica è la vitalità di espressione ed una capacità di coinvolgimento.

Vengono qui riportati alcuni passi del suo racconto, passi che riguardano gli eventi che si sono svolti lungo le nostre terre.

 

Historia Langobardorum Beneventi degentium

(alias Historiae Heremperti Langobardi monachi cassinensis. De gestis principum beneventanorum epitome chronologica

 

Breve Storia dei Longobardi di Benevento

(ovvero Storie di Erchemperto il Longobardo monaco di Cassino.

Sintesi cronologica delle gesta dei principi beneventani)

 

 Dopo aver presa e soggiogata l’Italia, Carlo ne costituì re suo figlio Pipino e al comando d’innumerevoli schiere di soldati più volte marciò alla conquista di Benevento[1].

In quel tempo reggeva il Ducato di Arechi[2], genero del predetto Desiderio, Uomo Cristianissimo e molto nobile e valorosissimo nelle arti militari.

Questi avendo udito che stavano per assalirlo, concesse la pace ai Napoletani, stremati dai Longobardi con assalti quotidiani ed agli abitanti di Aria, in Liburia e di Cimiterio[3], stabilita la ripartizione, distribuì frumento invece che la sola misericordia, temendo che tramite le loro insidie i Franchi potessero trovare la via per entrare in Benevento.

Dopo che Grimoaldo fu sottratto da questa luce, un atro paese a difendere i diritti di Benevento, il Tesoriere cioè il Duca Grimoaldo di Veneranda memoria, anche lui di nome  Grimoaldo, uomo alquanto mite e assai amabile, tanto che stabilì patti di pace non solo con i Galli[4], ma con tutte le genti circostanti e donò amicizia e tregua ai di sopra menzionati Napoletani.

Ma poiché l’antico nemico[5] è sempre invidioso degli uomini pacifici e pii e si sforza di piantare in essi semi di discordia e di guerra, con la malvagità della sua arte aizzò un tale Dauferio, uomo rispettabile e lo indussero a ordire con alcuni figli di Belial[6] un’orrenda congiura contro il Principe fatta in questo modo.

Dispose dunque alcune insidie lungo un percorso, affinché il Principe mentre attraversava il ponte di Vietri avvicinandosi alla città di Salerno, spinto dalle membra di satana, precipitasse nel profondo dei flutti marini e diventasse pasto delle bestie.

Ma Dio, che conosce le cose nascoste, gli rivelò tutto ed egli, circondato dai suoi fedeli attraversò incolume il suddetto ponte e fece poi catturare e gettare in prigione i nemici della sua vita.

Dauferio, però, poiché non era presente, appena seppe come errano andate le cose, si dette alla fuga e fu accolto dai Napoletani [….]

 

Per la grande mole di informazioni, tramandate a noi da Erchemperto, viene consigliata la consultazione della trascrizione

 

  • Scrittori di avvenimenti Italici dal cinquecentesimo ad millecinquecentesimo anno dell’era cristiana, trascrizione di Ludovico Antonio Muratori, vol. V pp. 15-30, Milano 1724
  • Breve Excursus del Chronicon Anonimi Salernitani. I diplomi di Capua, Benevento e Salerno, secondo la tradizione Cassinese, di Stefano Esposito, elaborato conservato presso la Biblioteca della Facoltà teologica dell’Italia Meridionale Sezione San Tommaso D’Aquino, via Colli Aminei, Napoli.

Affresco all’interno della cripta (origini eremitiche),

Monastero dedicato a San Michele Arcangelo, Fisciano

Stefano Esposito


[1] Carlo Magno da solo o con Pipino almeno sei volte nel periodo 787-806 mosse guerra contro i Longobardi di Benevento. Solo nell’814 fu stipulata la pace

[2] Arechi II, Duca di Benevento dal 758 al 787

[3] Il Cimitero di Nola diventato luogo abitato. Oggi Cimitile

[4] I Franchi

[5] Il demonio

[6] Altro nome per indicare il demonio

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About Danilo Iammancino

Ideatore della testata giornalistica in questione con Zerottonove ho portato a termine uno dei miei principali obiettivi professionali. Giornalista Pubblicista, laureato in Scienze della Comunicazione, con specializzazione magistrale in Comunicazione d’impresa e Pubblica. Sin dagli inizi della mia carriera universitaria ho spinto fortemente nel diventare un professionista della comunicazione. La mia Mission? Creare una testata giornalistica che dia spazio a giovani determinati e che sia un trampolino di lancio per nuovi talenti che vogliano imparare con passione e sacrificio le mille sfaccettature di questa professione.

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