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Tragedia sfiorata in Via Stabia a Sant’Antonio Abate Na

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Tragedia sfiorata in Via Stabia a Sant’Antonio Abate Na

Ore 15,30 del 23 Agosto 2012. Pomeriggio torrido che concilia il sonno e scoraggia gli automobilisti a percorrere le nostre strade che, ricoperte di asfalto, contribuiscono enormemente a far lievitare le già infernali temperature. Queste le ragioni principali che hanno fatto evitare una sicura tragedia sulla Via Stabia, in Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Difatti esattamente alle ore 15,30 all’altezza del civico 528, da una villetta che costeggia la Via Stabia, si è riversato sulla strada,  invadendo entrambi i sensi di marcia,  un grosso albero della specie “Pino Marino”. Il tronco di oltre dieci metri si è sradicato e la dea bendata ha voluto che in quel momento, nessun veicolo transitasse nei pressi evitando così una sicura tragedia. La recinzione in ferro e ben massiccia che poggiava su un muretto a protezione dell’abitazione si è aperta come burro al cospetto del tronco principale e tutta la chioma del pino ha occupato  la strada. I Vigili Urbani di Sant’Antonio Abate hanno subito allertato la protezione civile che nel giro di un’ora ha liberato la strada che nel frattempo si era intasata. Le cause della fatalità da imputare alla forte arsura che hanno fatto cedere la presa alle radici dell’albero.

Come da nostre tradizioni, dalla mancata tragedia siamo passati immediatamente alla alla commedia, difatti qualcuno dei molti accorsi sul posto ha pensato di riferire tutto l’accaduto alla cabala:  27 = il Pino ; 38= La tragedia sfiorata: “La Grazia”  e 56= La Caduta.

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...