La bella addormentata apre la rassegna C’era una volta ed è pienone al Teatro delle Arti



La bella addormentata va in scena e si alza il sipario sull’attesa rassegna C’era una volta.. (edizione numero tre) portata alla ribalta dalla giovane Compagnia dell’Arte

Consueto il rituale, bambini, genitori, salernitani e non solo, invadono il Teatro delle Arti ed è domenica!

La Bella addormentata apre la fortunata serie della rassegna C’era una volta.. quest’oggi domenica 19 ottobre con addirittura tre repliche: la prima alle 11:00, la pomeridiana alle 17:00 e la serale alle 19:00. Maggiori informazioni al seguente link Compagnia dell’Arte

Tradizione dunque, un classico portato in scena che ha richiamato a teatro centinaia di bambini. Il classico intramontabile che si mescola alla freschezza di una giovane regia, attenta e, in un certo qual modo, cosciente del consenso del pubblico salernitano e dell’affezione costruita negli anni. La regia, a firma di Antonello Ronga, convince e, in un crescendo di musiche, colori e narrazioni, colpisce nuovamente nel segno.

La Bella Addormentata

La Compagnia dell’Arte in scena con La bella addormentata, con il suo “C’era una volta.. 3” allieta, diverte, impressiona grandi, piccini e promette (ri-promette) di tornare ad affascinare e conquistare sempre più spazio nello scenario teatrale della città campana.

La Bella Addormentata

La Bella Addormentata (esile, dolce, delicata l’interpretazione di Federica Buonomo) riporta sulle tavole del palcoscenico del Delle Arti una fiaba nota ma rivisitata, briosa e che si avvale di una colonna sonora ben strutturata e della pregevole collaborazione con Il Professional Ballet di Pina Testa. Le coreografie, fiabesche, eteree sono di Sonia Saggese.

La Bella Addormentata

La storia prende il via con la narrazione delle fate madrine, la Fata Flora (interpretata dalla grande Renata Tafuri), la Fata Fauna (Katia Caivano), La Fata Serenella (Michela Ventre) che danno l’inizio alla storia tra le pieghe del rosso broccato del grande sipario ancora chiuso; lì, proprio sul proscenio. Magistrale la scelta dei colori, dei costumi e delle luci. La scenografia, a firma della Bottega San Lazzaro, non delude: essenziale e come in movimento, a tratti è foresta, a tratti delinea gli spazi del castello.

Degna di lode l’interpretazione della fata cattiva, Malefica: encomiabile la costruzione del personaggio, l’interpretazione stessa di Martina Iacovazzo, dizione chiara, attenta. Malefica è una figura che si erge sulla scena; il suo incedere, le sue movenze, l’impostazione della voce: è l’ingresso trionfale del male che arriva a turbare l’equilibrio fiabesco della narrazione e rapisce l’attenzione del pubblico che attende ogni singola sua parola. La concitazione della lotta tra il bene e il male, affrancata e sorretta dalle coreografie e dai costumi: la combinazione vincente, che persuade.

Il bene trionfa sul male e sull’ultima battuta corale “E vissero per sempre felici e contenti” è un tripudio di applausi alla bravura, alla disinvoltura ed al coraggio di osare.

Le foto di scena sono di Marcello FERRANTE.

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