Calcioscommesse, maxi retata in tutta Italia, coinvolta anche Salerno

bookmaker

Calcioscommesse: nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia questa volta ci sono la Lega Pro e la Serie D. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva

Nuova inchiesta sul calcioscommesse: c’è anche Salerno tra le province che la polizia sta setacciando e che ha portato all’esecuzione di decine di fermi in tutta Italia.

Nel mirino degli inquirenti, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, questa volta ci sono la Lega Pro e la Serie D. L’accusa è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. 50 i fermi, oltre 70 gli indagati. Oltre 30 le squadre coinvolte.

Le nuove indagini della Polizia di Stato sul calcioscommesse, condotta dagli uomini del Servizio centrale operativo e della Squadra mobile di Catanzaro, avrebbe accertato l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D.

Decine le partite che sarebbero oggetto di combine. Le persone in stato di fermo sono una cinquantina. Tra di loro diversi calciatori (ex o ancora in attività), dirigenti e allenatori di LegaPro e serie D. Non mancano i nomi noti, né gli indiziati che avrebbero tentato (in almeno un caso con successo) di riparare all’estero.calcioscommesse

Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero, al momento, almeno 27 partite, tutte della stagione calcistica in corso. Ma questo nuovo “sistema”, nel corso della sua attività, avrebbe tentato di truccare (senza riuscirci) anche incontri di categorie superiori e di altri sport.

Per questo sono in corso altri accertamenti da parte degli investigatori. Per alcuni degli indagati c’è anche l’accusa di estorsione aggravata, sequestro di persona e minacce: si tratta, nella maggior parte dei casi, di cittadini slavi indiziati di essere intermediari e cofinanziatori delle combine calcistiche.

“Le indagini sul calcioscommesse– si legge ancora nel provvedimento di fermoruotano attorno all’opera di faccendieri, di direttori sportivi infedeli alla loro funzione i quali, facendo leva sul loro ruolo all’interno delle società e sulla rete di relazioni e conoscenze che ne segue, alterano le gare di campionato procurando e promettendo denaro o altre utilità ad allenatori e calciatori militanti nelle squadre partecipanti alle competizioni perché falsino le loro prestazioni alterando i risultati delle gare”.