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Alpi svizzere: il sapore dell’assoluto

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Alpi svizzere: il sapore dell’assoluto

La dolcezza dell’Engadina, il fascino vertiginoso della Jungfrau, i boschi fiabeschi, gli alberi ammantati di neve, i rifugi che dominano gli sconfinati spazi delle vette: vi presento la leggenda delle Alpi Svizzere

Alpi svizzere casetta di heidi
La casetta di Heidi

Narra il mitografo che gli Argonauti risalendo il Po, sopraffatti da un sogno narcotizzante o presi da un incantesimo profondo, giunsero attraverso un misterioso affluente a contemplare le nevi eterne delle Alpi ai confini del mondo. Lo scintillio pietrificò alcuni di loro  come la vista della Medusa: il sacro terrore di quei luoghi incontaminati soffocò nel mitografo ogni cedimento all’estasi.

Da sempre dimora degli dei, legame tra la terra e il cielo. La sua cima sfiora il mondo dell’eternità e la sua base si ramifica in molteplici contrafforti nel mondo dei mortali. Ѐ la via per  la quale l’uomo può elevarsi alla divinità e il divino rivelarsi all’uomo.

Furono per primi i Babilonesi ad adorare la Grande Montagna e da allora le topografie mitologiche posero le case degli dei sul monte, simbolo di grandezza e inaccessibilità.

La sacralità delle vette si mantenne inalterata per tutto il Medioevo: nel 1387, la prima ascensione di sei preti di Lucerna sul monte Pilato, fu considerata una profanazione. Bisognerà attendere la fine del Settecento per realizzare le prime ascensioni profane.

alpi Vetta  del Piz Nair a St. Moritz
Vetta del Piz Nair a St. Moritz

Fu Albrecht von Haller, in epoca romantica, ad attirare l’attenzione del grande pubblico sulle bellezze che potevano celarsi nei sublimi orrori delle catene montuose. Egli regalò alle Alpi uno spazio desiderabile, mitico, facendone il luogo mentale di una realtà incontaminata, i cui abitanti virtuosi e indomabili non erano toccati dalla corruzione della società urbana, competitiva e brutale. Aspetti simbolici di questa poesia pre-ecologica, che vede racchiusa nelle montagne la mitica età dell’oro dominata dalla pace, dalla prosperità e dalla forza morale condivisa, mi sembra si riverberino nei caratteri nazionali del popolo svizzero, al di là delle differenze culturali, linguistiche e religiose.

Il mito è sempre fondamento inconscio delle istituzioni: la neutralità svizzera , la pace sociale retta dal federalismo, la partecipazione alla gestione della cosa pubblica, l’amore per l’ambiente, la pulizia e l’ordine hanno come referenti profondi i versi alessandrini di von Haller che equipara la bellezza incontaminata delle Alpi all’etica collettiva, vissuta come partecipazione al paesaggio.

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«Il paesaggio deve essere inteso come identità, come momento di aggregazione,  di senso di riscatto, di diritto al proprio ambiente di vita» [Aliberti , 2012: 138]

Jean-Jacques Rousseau elesse le montagne del Vallese come scenario perfetto dei vagabondaggi dell’anima alla ricerca di se stessa, come topos del cuore ardito e selvaggio, come iniziazione da compiere con rispetto.

Victor Hugo diceva che solo gli spiriti semplici potevano reggere alla vista sconvolgente del paesaggio delle Alpi: scenari grandiosi, visioni spettacolari, immensi ghiacciai, orridi crepacci, tumultuose cascate.

ALPI Vista dell' hotel Palace di St. Moritz
Vista dell’ hotel Palace di St. Moritz

Dalle celebri cime come la Jungfrau e il Cervino, si scende giù nelle valli, nei centri mondani di St. Moritz, gioiello dei Grigioni e località sciistica celebre in tutto il mondo, con i suoi anelli di fondo e i suoi 350 chilometri di piste da discesa, non può davvero annoiare.

Se si desidera gustare wurst e crauti in compagnia di celebrità, bisogna spingersi  a Gstaad.

Crans e Montana  affascinano per la loro eleganza. Sono luoghi  conosciuti nel mondo come paradisi bianchi per sceicchi, teste coronate e magnati dell’industria.

Le luci della sera creano un’atmosfera quasi da presepe fra le case di Guarda, uno dei borghi più antichi  e pittoreschi dell’alta valle dell’Inn, nei Grigioni. Da oltre mezzo secolo il villaggio, formato da edifici che hanno non meno di tre secoli, è stato dichiarato monumento nazionale, ed è perciò intoccabile. Vi si possono aprire cantieri solo a scopo di restauro. I suoi abitanti sono meno di 200, in buona parte artigiani e artisti.

Alpi Una  casa del villaggio di Guarda, uno dei borghi più antichi dell'alta valle dell'Inn
Una casa del villaggio di Guarda, uno dei borghi più antichi dell’alta valle dell’Inn

«Scrivendo queste pagine, ripenso alla mia infanzia e al privilegio di essere nata e cresciuta in questi luoghi meravigliosi, rivedo nel mio immaginario, le larghe vallate ammantate di neve, le baite di legno ingentilite da ciuffi di fiori alpini, l’aria frizzante come champagne, cieli dipinti di blu e orizzonti ovattati di neve» (Silvana Mirella Aliberti).