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Viaggio nel Cilento: San Severino di Centola, il paese fantasma

San Severino di Centola è a pochi minuti da Palinuro. Ennesima meraviglia nascosta del Cilento. È un borgo medioevale che nasconde tracce delle varie epoche storiche fino ad arrivare al Novecento

San Severino di Centola è arroccato sulla “Gola del Diavolo”. Fa parte di quella élite di rari borghi antichi, che abbandonati nel giro di pochi anni, hanno cristallizzato, come in una fotografia, le tracce del passato. La frazione del comune di Centola si erge a strapiombo dalla riva destra del fiume Mingardo. La famosa Gola del Diavolo passa proprio qui sotto. Di fronte il monte Bulgheria. Questo ha preso il nome dai mercenari bulgari guidati dal duca Altzek che giunse in Italia con le sue truppe nel VII secolo.

San Severino deve la sua importanza alla posizione. Costruito intorno all’anno mille, San Severino è un autentico capolavoro di strategia militare. Di fatto si aveva il controllo delle vie interne della Valle del Mingardo che si spingevano oltre Policastro. La posizione era importante anche perché costituiva il vertice san severinodi un triangolo formato dall’avamposto nei pressi di Pisciotta (il Castelluccio) e dal castello di Roccagloriosa. Probabile anche una correlazione con il castello di Montelmo.

Il borgo con tutta probabilità fu costruito tra il X e l’XI secolo

Ha sempre svolto una funzione di controllo del territorio. Soprattutto quando si volevano controllare le vie interne che si spingevano oltre Policastro, ai confini del Principato di Salerno. Con le sue torri ed i suoi castelli fortificati, rappresentava uno dei tasselli del sistema di difesa ed avvistamento del Cilento. Intorno alle torri sorsero le prime abitazioni, costruite senza fondamenta e che poggiavano direttamente sulla roccia.

Dopo la seconda guerra mondiale il borgo inizia ad essere disabitato. Gli abitanti preferiscono i centri a valle perché più sicuri, anche da un punto di vista sismico. Oggi San Severino si trova nelle stesse condizioni di come fu lasciato. Con la sua chiesa di notevoli dimensioni a picco sullo strapiombo della gola della Tragara. O la torre di avvistamento, i cui resti sono visibili dall’alto, e le prime abitazioni per gli armigeri. Ancora i resti del Castello.

Conviene visitarlo nelle giornate assolate primaverili. Magari, profittando della vicinanza, facendo il primo bagno dell’anno nelle cristalline acque di Camerota.

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About Giuseppe Apone

Giuseppe Apone
Sono un servitore dello Stato, al servizio della collettività. Sono laureato in Scienze Politiche –Relazioni Internazionali e, per lavoro, sono stato in giro per il mondo. Ma ho un cordone che mi lega al mio territorio, il Cilento, che mi nutre e mi pacifica come nessun altro luogo. Mi interesso di cinema, mostre, teatro, vino e cucina. Collaboro perché affascinato dal progetto di Zon!

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