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Il verde nell’architettura sostenibile

Nell’ambito di una architettura sostenibile e di una progettazione efficiente, integrata e protesa al risparmio energetico, un ruolo importante lo assume il progetto delle aree verdi, sia interne che esterne agli edifici

La vegetazione possiede proprietà termo-fisiche che producono variazioni microclimatiche considerevoli nell’ambiente in cui viene introdotta, permettendo di beneficiare di una serie di effetti legati alla:

  1. capacità di conduttanza termica minore rispetto a superfici non vegetali;
  2. riduzione della componente riflessa della luce solare grazie al fatto che la radiazione solare viene assorbita principalmente dalle foglie;
  3. capacità di filtraggio della polvere e degli inquinanti dell’aria;
  4. capacità di favorire processi evaporativi, facilitando fenomeni di raffrescamento naturale ventilato.

In edifici per esempio con impianto a corte, la presenza di vegetazione favorisce la ventilazione naturale passiva, invogliando l’espulsione dell’aria calda nel periodo estivo, grazie al fatto di traspirare acqua, favorendo quindi il processo evaporativo e dunque il raffrescamento degli ambienti interni, incidendo inoltre sulla percentuale di umidità relativa e quindi sul microclima interno.

Gli alberi, e la vegetazione in genere, hanno inoltre la grande capacità di assorbire l’energia cinetica del vento, con modificazione dei relativi campi di velocità e pressione, più graduale rispetto alle barriere solide. Per questo vengono spesso utilizzati come barriera vegetale per mitigare l’impatto dei venti freddi. Il filtraggio del vento infatti, variabile stagionalmente, in base alle presenza di alberi sempreverdi e/o caducifoglie, è un  effetto fondamentale della vegetazione ed è particolarmente significativo ed efficace con l’utilizzo di alberi ad alto fusto.

Rapporto con la vegetazione – edifici con impianto a corte e vegetazione – arch. Mario Cucinella – 3M Italia Headquarters.

La presenza di alberi sempreverdi sui fronti maggiormente esposti dei fabbricati, permette di mitigare l’impatto dei venti invernali provenienti solitamente da Nord e Nord-Ovest.

Le alberature inoltre hanno il compito di filtrare anche le radiazioni solari dirette che raggiungono il suolo o le altre superfici, in funzione della copertura di foglie. Vi è dunque la duplice possibilità di un controllo differenziato dell’irraggiamento solare, in estate e in inverno, da parte di piante per esempio caducifoglie, le quali posizionate sui fronte Sud, Sud-Ovest e Sud-Est dei fabbricati, permettono di mitigare l’irradiazione solare nei mesi maggiormente caldi. Nei mesi invernali invece la luce solare può arrivare a riscaldare i fronti esposti grazie all’assenza di foglie degli alberi stessi.

Rapporto con la vegetazione – la presenza di alberi caducifoglie permette di mitigare l’impatto della radiazione solare nei mesi estivi; in inverno l’assenza di foglie permette ai raggi solari di raggiungere la facciata dei fabbricati.
Rapporto con la vegetazione – La presenza di alberi caducifoglie permette di mitigare l’impatto della radiazione solare nei mesi estivi; in inverno l’assenza di foglie permette ai raggi solari di raggiungere la facciata dei fabbricati.

La quota di radiazione solare diretta trasmessa, rispetto a quella totale incidente sulla chioma di un albero al alto fusto, dipende dalla copertura di foglie e può variare di molto in base alle differenti condizioni: dal 15-30% nel caso di copertura piena, al 55-65% con rami senza foglie.

Un importante ruolo è ricoperto anche dalle coperture delle facciate a verde nell’ambito dell’edilizia sostenibile e bioclimatica.

Rapporto con la vegetazione - la presenza di alberi sui fronti maggiormente esposti, permette di mitigare l'effetto dei venti freddi
Rapporto con la vegetazione – La presenza di alberi sui fronti maggiormente esposti, permette di mitigare l’effetto dei venti freddi

Il verde pensile, dalle origini antiche, che ha numerosi vantaggi sia economici che ecologici ed energetici nella progettazione di un edificio o di un quartiere, può assumere ruoli importanti in quanto:

a) assorbe temporaneamente l’acqua piovana e la rilascia lentamente, per cui evita gli allagamenti per tracimazione della rete fognaria e ne rallenta l’obsolescenza a fronte dei nuovi insediamenti urbani;

b) filtra l’inquinamento urbano e riduce l’anidride carbonica;

c) filtra l’acqua piovana inquinata;

d) raffredda l’aria per evapotraspirazione di vapore acqueo;

e) riduce la velocità del vento;

f) favorisce l’insediamento di ecosistemi animali;

g) riduce la trasmissione dei rumori all’interno degli edifici;

h) riduce gli effetti delle “isole di calore urbane”;

i) aumenta la resistenza termica della copertura e delle pareti;

l) protegge il manto impermeabile e ne prolunga la durata;

m) è un componente che si presta a nuovi linguaggi architettonici.

L’EPA (Environmental Protection Agency), ente statunitense per la protezione dell’ambiente, ha da tempo lanciato una campagna per la riduzione dell’“Heat Island Effect”, così come viene definito il fenomeno dell’innalzamento della temperatura delle aeree urbane rispetto alla temperatura delle aree rurali, che nel periodo estivo può determinare serie conseguenze. Si tratta di vere e proprie “Isole di Calore” che sovrastano le città, e la differenza di temperatura rispetto ad altre aree può essere compresa fra 1 e 6 °C. La presenza dunque di superfici verdi, prevista e progettata in maniera organica, incide positivamente sulla mitigazione di tale effetto deleterio, tipico delle città industrializzate.

 

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