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Vecchi Amici

Vecchi Amici, Racconti Horror di Lapo Ferrarese

Vecchi Amici, la raccolta di racconti horror di Lapo Ferrarese edita da Galaad Edizioni (clicca sul link Vecchi Amici per la scheda tecnica)

Writer ZONVecchi Amici, le storie riunite in una raccolta di racconti coinvolgenti, strutturati e ben costruiti: undici racconti horror.

Una serie di storie distinte tenute insieme da un filo conduttore: la suspense, l’atmosfera spesso raccolta, fatta di silenzi o attese e il desiderio misto a paura di arrivare in fondo alla storia e scoprire, sapere, trattenendo il respiro, quale l’epilogo toccato in sorte al personaggio protagonista del racconto.

In Vecchi Amici, uno dopo l’altro, i racconti e con loro i personaggi, si susseguono in un vortice di emozioni, attese e scoperte. “Amnesia” contagiosa per un uomo che si ritrova chissà  come e perché in una stanza con un cadavere e non serba memoria di cosa possa essere accaduto.

“Apri gli occhi” che narra le vicissitudini di un io narrante alle prese con una scommessa «stupida»: restare ad occhi chiusi per una notte intera al centro di una stanza. Il protagonista del racconto resta disteso con gli occhi serrati, al buio, intrappolato in una vecchia casa che echeggia e vive di rumori e vite impensabili. La cronaca di una claustrofobia con l’epilogo del racconto dal finale aperto.

Vecchi AmiciNotevole “La Lettera a Babbo Natale”, racconto costruito in climax sulla necessità impellente ed inderogabile di dover scrivere la tradizionale lettera a Babbo Natale: l’ordine delle cose sovvertito nell’arco di poche ore e la narrazione di un «folle incubo» così reale e condiviso. Esilarante, minuziosa ed efficace la costruzione che lascia senza fiato il lettore e lo esorta, parola dopo parola, pagina dopo pagina, verso il centro della storia e inevitabilmente lo rende bramoso di giungere in fondo al racconto.

Meritevole di nota anche il racconto “L’armadio”: scricchiolii, ombre, lumini ed una notte insonne.

“Gli venne in mente, chissà perché, una vecchia striscia dei Peanuts in cui Linus scopre improvvisamente la percezione della “lingua che batte sul palato”, e non riesce più pensare ad altro.”

Questa l’intervista rivolta allo scrittore fiorentino di Vecchi Amici, Lapo Ferrarese, rilasciata in esclusiva per Writer ZON.

«Cosa ha portato Lapo Ferrarese a scrivere una raccolta di Racconti Horror e ad intitolarla “VECCHI AMICI”? Tra le pagine, nelle paure o nelle frasi pronunciate dai personaggi dei suoi racconti si celano aneddoti, incontri legati al proprio vissuto?»

«In realtà i racconti contenuti nella raccolta sono stati scritti nel corso degli ultimi due anni, quindi in momenti e per motivi diversi l’uno dall’altro.

Quasi tutti i racconti (tranne “Mucche”, inedito) erano stati già pubblicati in un sito di racconti online e avevano già passato il vaglio dei lettori che ne formano la comunità. Solo successivamente, rivisti e corretti, ho pensato di riunirli in un unico libro. Vecchi Amici

Anche ora, tempo permettendo, ogni tanto butto giù un racconto (almeno quando l’idea mi sembra valida e non sopporto che vada sprecata) e chissà che tra qualche mese non ne venga fuori un’altra raccolta (spero che quest’ultima non suoni come un’affermazione troppo minacciosa!).

Il titolo “Vecchi amici” è stato scelto solo alla fine, quasi come una conseguenza logica. Fa riferimento al titolo dell’ultimo racconto (che, tra l’altro, anche se autoconclusivo, può essere considerato il sequel di “Mostri in soffitta”, contenuto nel precedente libro “Incubi. Racconti horror”, sempre edito da Galaad), ma strizza l’occhio anche al fatto che le presenze oscure e i mostri del buio, protagonisti dei nostri incubi e delle nostre paure infantili, in realtà altro non sono che parti di noi stessi, del nostro vissuto.

Un tempo quelle paure e quei mostri sono stati i nostri compagni, siamo cresciuti con essi, crescendo abbiamo imparato a conoscerli, gestirli, superarli o almeno dimenticarli; ma pur sempre ci restano dentro e ci hanno aiutato a essere ciò che siamo, nel bene e nel male.

Non a caso (senza voler rivelare niente della trama) il protagonista dell’ultimo racconto prova un senso di umana ambivalenza verso le creature orrorifiche che fronteggia: è vero che lo costringono a rivivere incubi che pensava dimenticati, ma allo stesso tempo lo riportano anche a un’età magica, quella dell’infanzia, del calore della famiglia e della casa in cui si è cresciuti. Sensazioni che lasciano sempre un senso di nostalgia.

Per quanto mi riguarda, in molti dei racconti c’è qualcosa di vissuto, rielaborato per l’occasione. Non ultimo, il grande appartamento descritto nel racconto “Vecchi amici” (lo stesso che appare anche nel precedente “Mostri in soffitta), luogo in cui sono vissuto per tanti anni con la mia famiglia d’origine: un appartamento (all’interno di un palazzo austero e signorile) formato da innumerevoli e ampie stanze, una soffitta buia e decisamente inquietante, una cantina non proprio amichevole e, insomma, tutto l’occorrente per auto-alimentare le paure notturne di un bambino.»

Vecchi Amici“Cosa vorrebbe che restasse al lettore dopo che ha letto uno dopo l’altro i suoi racconti, amici di vecchia data, e si è lasciato rapire dalle sue storie?”

«Mi piacerebbe che restasse il senso di meraviglia e di magia, tipico della narrativa di genere horror o fantascienza, che spero i miei racconti comunichino. Parlo di quel “sense of wonder” per cui il lettore riesce a immedesimarsi nel protagonista e nella storia, accompagnato dalla peculiare “sospensione della realtà” che, rigo dopo rigo, rende tutto assolutamente credibile e soprattutto (spero) godibile.

Non a caso gli apprezzamenti migliori che ricevo dopo la lettura dei miei libri sono spesso un mix tra “l’ho divorato” e “mi ha messo davvero paura”. Una gioia per le mie orecchie!» 

Vecchi Amici“Quali i suoi progetti futuri? Sta già lavorando al prossimo romanzo? Ci regala qualche anticipazione?”

«Sto lavorando a diversi progetti editoriali in contemporanea e, tempo e lavoro permettendo, spero di riuscire a concretizzarli uno dopo l’altro nei prossimi mesi. Preferisco, per scaramanzia, non anticipare niente. Posso solo dire che questa volta si tratta di romanzi… e non solo!»

Cos’altro aggiungere: Buona Lettura con Vecchi Amici!

Le recensioni di Writer ZON (clicca sul link a sinistra).

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About Cinzia D'Auria

Laureata in Ingegneria dei Materiali presso l’Università degli Studi di Ferrara. Master in General Management. Diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica. Ha seguito svariati corsi di teatro, stage e seminari sul comico, corsi di scrittura e di comunicazione. Vincitrice di concorsi letterari nazionali. Ha lavorato a Salerno, Rovigo e Genova: attualmente vive e lavora ad Avellino.

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