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Tiziano Ferro

Tiziano Ferro ed il suo show poliedrico conquistano l’Arechi di Salerno

Tra giochi d’acqua e di luce, Tiziano Ferro ed il suo “Mestiere della vita tour” incantano lo stadio Arechi di Salerno con un sold out annunciato da mesi ed una performance da vero big della musica nostrana

“Stop, dimentica! Questo silenzio, non vale neanche una parola…” cantava Tiziano Ferro nel 2006, e probabilmente non aveva alcuna idea che del silenzio citato nel suo famoso brano avrebbe dovuto fare a meno per molti anni a venire, soprattutto a causa, o per fortuna, delle sue varie incursioni estive negli stadi. Quanto appena detto ha avuto la sua conferma, prima nel battesimo delle grandi arene andato in scena due anni fa, e poi quest’anno quando con “Il mestiere della vita tour” l’artista laziale ha toccato per la seconda volta diversi impianti in tutta Italia. Dopo le varie Milano, Roma o Bari, ieri sera è stato anche il turno dell’Arechi di Salerno che ha accolto Tiziano e la sua band con un sold out in ogni ordine di posto fatto registrare, tra l’altro, già diversi mesi fa. C’è da dire che gran parte del prezzo del biglietto è ampiamente ripagato già soltanto dal palco, pazzesco per forma ed organizzazione e che non ha nulla da invidiare alle maggiori produzioni d’oltreconfine.

Costituito da svariate parti mobili, tra cui una specie di “sole di luci a scomparsa” ed una grande passerella simile a un ponte, in grado di spostarsi continuamente assecondando i movimenti del cantante, lo stage è completato da enormi ledwall, su cui sono proiettate diverse animazioni che seguono l’andamento dei pezzi, e da un impianto di luci e laser dotati di una versatilità intrinseca utile per alternare atmosfere intime, come accade durante l’esecuzione del medley acustico, ad altre tipiche da stadio. Il quadro è completato da una passerella in grado di illuminarsi a tempo sotto i piedi di Tiziano, anche se la chicca vera e propria però è costituita da un grande getto d’acqua che a mò di cascata, in determinati frangenti dello spettacolo, occupa la parte più anteriore della struttura contribuendo a creare una sorta di effetto vedo non vedo naturale amplificato ulteriormente da una serie di immagini a tema proiettate proprio sugli schermi.

Con queste premesse sarebbe logico pensare che il povero Tiziano potrebbe rappresentare un semplice accessorio messo a margine di tutta questa tecnologia abnorme, ma in realtà non è così. A parte i continui cambi d’abito repentini, tra cui spiccano l’outfit e le movenze da rapper mentre intona “Lento Veloce”, e forte delle doti da paroliere ormai ben note a tutti, il cantante si dimostra ancora una volta anche un abilissimo performer da live occupando completamente tutto lo spazio a sua disposizione.

Attraverso una serie di balletti salti ed ancheggiamenti, corse da un capo all’altro della struttura, e continui richiami alla folla quà e là, quello che qualcuno meno attento potrebbe ritenere fuori posto, in realtà assume un senso molto intenso, diventando tutt’uno con i fasci di luce, le variazioni cromatiche e soprattutto con le varie geometrie proiettate continuamente tra il palco e le gradinate dello stadio. Se poi a ciò si aggiunge anche la variabile allegorica rivestita dall’ acqua sopracitata si comprende a pieno la totale potenzialità dello show.

Come se ciò non bastasse, a tutto questo va sommata anche la componente musicale, forte di una scaletta composta ad hoc e tenendo conto di tutti i brani più famosi dell’artista di Latina che nel corso dello show effettua anche diverse incursioni nel suo ultimo album, “Il mestiere della vita”. In questo senso i vari evergreen come “Xverso”, la cui potenza è ulteriormente amplificata da una serie di fuochi d’artificio,  “Sere Nere” o “Ti scatterò una foto”, si sommano alle più recenti  “Il conforto”, “Valore assoluto” o la ben nota “Il sole esiste per tutti”, sulle cui note Tiziano utilizza come sfondo un sole disegnato mentre un altro di tipo meccanico gli gira intorno proiettando diverse luci colorate un pò ovunque.

C’è spazio anche per due medley, di cui uno in acustico e l’altro in salsa R&B, per una tracklist finale che a dispetto di quanto si crederebbe tende a mantenere sempre alta la soglia dell’attenzione come dimostrato anche dal silenzio citato in apertura di articolo e che per circa due ore dalle parti dell’Arechi diventa elemento ignoto.

Tutte le canzoni intonate da Tiziano Ferro, infatti, sono costantemente accompagnate da un coro di centinaia di voci in grado di generare un effetto incredibile ed a tratti inimmaginabile che, complice anche la sua straordinaria capacità nel creare feeling con il suo pubblico, diventa qualcosa di indescrivibile ed in grado di suscitare le emozioni più svariate.

E forse è proprio questa la forza di Tiziano Ferro, la stessa che utilizza quando al termine dello show si lancia sotto il getto d’acqua che lo accompagna fin dal suo inizio.

Di seguito la fotogallery a cura di Alfonso Maria Salsano:

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About Ivan Galluzzi

Ivan Galluzzi
Ama definirsi studente di Farmacia,facoltà cui è iscritto presso l'università degli studi di Salerno,e studioso di musica,attività che occupa gran parte del suo tempo libero. Tra le sue altre passioni figurano quella per la scrittura ed il calcio, ed inoltre collabora attivamente con la radio dell'università di Salerno in qualità di speaker.

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