Storia di uomini invisibili: il caleidoscopio di vite di Giacomo Festi

Writer Zon – Con il suo romanzo Storia di uomini invisibili, il giovane autore dà voce, attraverso le avventure di Tommaso, all’invisibilità mentale.

Storia di uomini invisibiliStoria di uomini invisibili è la storia di un trentenne internato dal padre in un istituto d’igiene mentale. Tommaso, è questo il nome del protagonista, quando arriva al centro, attraverso flashback onirici, ripercorre i momenti in cui era iniziata la sua condizione d’esistenza nuova, alla ricerca del momento esatto in cui il confine era stato varcato, riconoscendo poi la pazzia nel suo volto e in quello degli altri pazienti. Tutto questo finché non esprime un forte desiderio: scomparire, per sfuggire agli sguardi e ai giudizi.

Interessante nella Storia di uomini invisibili è la descrizione del concetto di malattia, che distingue chi si rompe una gamba da chi, come Tommaso, si è rotto “qualcosa”, senza specificare cosa. Questa riflessione conduce a una considerazione dell’uomo fallimentare,  per cui un uomo diventa “l’eco del proprio fallimento”.

Ritornando alla trama, nonostante non sia chiaro come e perché, Tommaso diventa invisibile e lascia il centro, una “dimensione parallela isolata da tutto e da tutti”. Lungo la sua strada incontra Franco, “cancellatore comunale”, cioè un addetto a cancellare i segni a matita che gli studenti lasciano sui libri della biblioteca. Franco, un adulto intrappolato in una sorta di “limbo infantile”, riesce – a differenza di tutti gli altri – a vedere Tommaso e lo accoglie a casa sua. In virtù della sua invisibilità, Tommaso scopre che nella famiglia dei vicini di Franco qualcosa non va. Il marito (Andrea) picchia continuamente la moglie (Giulia), una giovane fioraia, perché animato da una “rabbia tumorale”, mentre questa lo tradisce con Giovanni. Quest’ultimo è un giovane spacciatore tossicodipendente che, “convinto di non essere mai abbastanza sottoterra da aver toccato il fondo”, continua a sprofondare sempre più, annientando la sua esistenza nella droga.

Storia di uomini invisibiliLa mattina del 27 agosto, a tre mesi dalla conoscenza di Tommaso e Franco, accade la tragedia prevedibile al lettore di Storia di uomini invisibili. Andrea uccide Giovanni dopo averlo scoperto in flagrante con la moglie, che si era finalmente decisa di andare via e di non fare più la vittima. Ormai stufa di avere paura, afferma con convinzione: «Forse la sola cosa, l’unica costante, il solo motivo per cui abbiamo così tanto timore di vivere…siamo noi stessi. Ce la creiamo da soli, la paura. E alla fine finiamo per non vivere d’altro». Giulia descritta, in Storia di uomini invisibili, come una “bocca di leone”, il fiore dell’indifferenza, è una donna indifferente, ma se lo fosse di natura o diventata per via dei travagli non è rilevante saperlo perché “conta conoscere quello che si è, non come lo si è diventati”.

Dopo quella giornata omicida, nel condominio regna il silenzio. Storia di uomini invisibili ci appare, alla fine, come una sottrazione continua di qualità umane, il cui resto non è nient’altro che il silenzio.

Storia di uomini invisibiliNon c’è nel romanzo un protagonista eroico, ma una serie di personaggi di eroiche sconfitte ed eroici tentativi di rinascita. Tra questi, colpisce Franco e il suo linguaggio infantile, fatto di frasi interrotte da punti fermi che immergono il lettore di Storia di uomini invisibili nel mondo della malattia. Paragonandosi a un giocattolo rotto, alla scoperta dell’amore, oltre la morte dei genitori e di un lutto troppo difficile da elaborare per un uomo con la mente bambina, trascorre la vita con ritmi ripetitivi nell’isolamento. Mentre Franco ha sempre scelto di avere paura, l’unico sentimento che nutre verso le persone, Tommaso, invece, questa volta sceglie di reagire; ormai, dopo la tragedia di cui si rende colpevole, è stufo di dover cercare una risposta a tutto, anche all’invisibilità, perché tutte le cose accadono e basta e tutte le storie continuano e basta. Il romanzo diventa, attraverso  lo scontro di vite, un vero e proprio caleidoscopio dell’umanità, un’umanità senza i vestiti belli della domenica, che, come Tommaso, è nuda.

Nessuna storia ha mai fine. È solo un termine del proprio proseguimento”, la frase di chiusura di Storia di uomini invisibili, lascia – secondo quanto sostiene Giacomo Festi – che sia il lettore a immaginare cosa possa succedere, dopo tutti gli indizi forniti, a Tommaso. L’autore, con una autoriale maturità dice che il personaggio è suo quanto di chi ha letto il libro, rimandando al lettore la continuazione della storia.

La malattia mentale, tema che prevede coraggio e forte sensibilità da parte di chi scrive, è presente, fin dagli esordi, nella scrittura creativa dell’autore. Giacomo Festi, infatti, nel suo racconto L’arma minorata, che oggi definisce “ai limiti dell’ingenuità”, narra di come, in un futuro, i malati di mente sviluppino il gene del Superuomo, e vengano usati per una guerra galattica.

Storia di uomini invisibiliLe nostre domande a Giacomo Festi per Zerottonove:

Alla fine del tuo racconto mostri l’evoluzione delle vite di tutti quelli che hanno partecipato al viaggio di Tommaso;  come può cambiare leggendo quest’opera la vita dei lettori?

«Sicuramente ci saranno romanzi migliori del mio che sapranno dare delle risposte più esaurienti sui vari dilemmi della vita, io purtroppo non ho ancora questa capacità. Quello che volevo provare a fare era offrire una buona storia che, oltre a intrattenere, portasse i lettori a porgersi delle domande circa la realtà che ci circonda. Non volevo sollevare questioni filosofiche particolarmente ostiche, anche perché credo che a far maggior danno a chi ci sta vicino siano le piccole azioni quotidiane, quelle delle quali magari non ci accorgiamo neppure».

Quanto contano per te le relazioni umane in generale?

«Senza le relazioni umane, la mia vita ora sarebbe ben diversa e, senza dubbio, non avrei ricevuto dei preziosi consigli per poter migliorare il libro, che non avrei mai pubblicato, perché mi sarebbe bastato scriverlo per me. Al giorno d’oggi, purtroppo, non ci sono tante relazioni, quanto ‘consumazioni’».

Invitiamo a leggere l’ebook, edito da Nativi Digitalidi Giacomo Festi, che dà voce all’invisibilità mentale attraverso Tommaso.

Per le recensioni precedenti, consultate la rubrica di Zerottonove Writer Zon, cliccando qui.

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