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Scacchi: Calvanico ha il suo piccolo giocatore

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Scacchi: Calvanico ha il suo piccolo giocatore

Ha solo 7 anni e, grazie all’amore di mamma e papà, partecipa a competizioni agonistiche. Giovanni è una giovane promessa del mondo degli scacchi.

Gli scacchi sono uno dei giochi più popolari al mondo e uno dei più complessi in assoluto. Giovanni, un bambino di Calvanico, si appassiona, grazie al padre, al gioco due anni fa, quando non aveva ancora compiuto 5 anni.

Il padre, estimatore degli scacchi, presenta, quasi per scherzo, al figlio l’armata bianca e quella nera. Il bambino inizia subito a giocare, intuendo che ci sono delle regole e ogni pezzo può muoversi, sulla scacchiera, in un determinato modo. Questa cosa un po’ lo stupisce, Giovanni è abituato a muovere le sue macchinine come vuole, avanti e indietro, a destra e a sinistra. La voglia di imparare però è tanta e, mettendo da parte gli altri giochi, passa il suo tempo libero con gli scacchi. I suoi coetanei non sanno quasi niente di questo gioco; alcuni bambini, spesso, confondono gli scacchi con la dama, e Giovanni a volte tenta di spiegare loro la differenza, altre volte lascia perdere. Ogni giorno torna a casa dalla scuola e ritrova la sua armata, esercitandosi  con mamma e papà, anche se – come ci confessa quando siamo andati a trovarlo – “non sono bravi quanto lui”.

I genitori, che hanno notato la grande passione per gli scacchi fin da subito, lo incoraggiano sempre e lo seguono, passo passo, nella sua crescita scacchistica.

ScacchiIl suo maestro (Nicola Trotta) gli ha insegnato, senza alcuna difficoltà, le strategie di gioco. Giovanni, infatti, tesserandosi con il circolo scacchistico di Montella, fin da subito, inizia a disputare tanti tornei e gli ottimi risultati non tardano a venire. Si qualifica, addirittura per le finali nazionali under 16, a cui, purtroppo, non ha partecipato per motivi di salute. A giugno, invece, partecipa alle finali regionali a squadre under 16 a Torre Annunziata, ottenendo, con la squadra di Montella, anche qui, un buon risultato.

Come ci racconta la mamma, l’attività scacchistica, purtroppo, in provincia di Salerno, specialmente per i bambini, è praticamente nulla. Per questo motivo, da poco, per amore di Giovanni e della sua passione, i suoi genitori hanno costituito legalmente il circolo Irno Scacchi, con sede a Baronissi, presso il centro sociale di Aiello. L’inziativa nasce – dando l’opportunità al piccolo scacchista di avere una sede più vicina a casa dove potersi allenare – con l’obiettivo di diffonderne la cultura, organizzando una scuola di scacchi e tornei federali. La loro speranza è quella di riuscire a riportare a Salerno il torneo provinciale under 16 che, in zona, manca ormai da tanti anni. Speriamo che questo accada al più presto!

ScacchiDopo aver rinunciato a fare una partita per paura della sconfitta, abbiamo parlato un po’ con Giovanni che ci ha mostrato i suoi scacchi da collezione, un regalo del suo maestro.  Ci ha fatto vedere l’esercito con a capo il re e la regina, difeso dalle due torri, accompagnata da due cavalli e due alfieri, tutti preceduti da 8 pedoni.

Il gioco degli scacchi è un gioco che pretende calma, e Giovanni, con i suoi occhioni azzurri, nei gesti e nelle parole, nonostante sia solo un bambino, ce la trasmette.

ScacchiAlla nostra domanda: “Hai paura di affrontare un avversario più grande di te?” ci risponde con il sorriso «No, tanto è solo un gioco!». Con “è solo un gioco” si può capire come Giovanni non sia costretto a fare qualcosa che non vuole, anzi, cerca sempre nuovi amici per “giocare”. Giocare, è proprio questa la parola giusta!

In una società in cui i genitori spesso costringono i figli a svolgere attività che loro non hanno potuto fare, vedendo in questi la seconda chance che la vita gli ha dato per realizzare i propri sogni, Giovanni è un’eccezione. Per lui gli scacchi sono un gioco divertente e, anche per lui, come per tutti i bambini, ogni scusa è buona per giocare!

ScacchiCon i suoi soli 7 anni, Giovanni ha già da insegnare qualcosa a tutti noi: il talento va coltivato e accresciuto. Un bambino che chiede ai genitori d’imparare a giocare a scacchi, nonostante la sua tenera età, ha già capito che nella vita bisogna seguire la propria passione, anche se si tratta di un gioco che non può fare con gli altri bambini, perché in pochi lo conoscono.

Ad accompagnarlo in questa crescita scacchistica ci sono i suoi genitori, Gerardina e Cosimo, che – nel loro piccolo – diventano esempio di come vada svolto il ruolo di genitori, cioè invogliando e stimolando i figli.

Il più delle volte, oggi, si delega tutto a TV, baby sitter, nonni e insegnanti; Gerardina e Cosimo, invece, ci mostrano come la crescita dei figli è in mano ai genitori, i primi scopritori dei loro talenti. È dei genitori il compito di far crescere i figli aiutandoli a fare ciò che a loro piace, non ciò che loro volevano fare e non hanno fatto!

Scacchi
Con Mariagrazia De Rosa (campionessa italiana del 2013), Hikaru Nakamura (terzo nel campionato mondiale del 2004) e Claudio Paduano (campione italiano under 8 del 2013)

Augurandoci che Giovanni continui a crescere scacchisticamente, invitiamo grandi e piccini a riscoprire questo gioco affascinante.