Origine, l’album d’esordio di Emanuele Montesano

Dopo le esperienze con Edèma, Orpheus e Aksak il cantante e compositore Emanuele Montesano dà il via alla propria carriera da solista con l’album “Origine”

“Origine” perché è l’inizio, spero, di un cammino da “solista”; la ricerca di una mia chiave di lettura musicale

Originario di Sapri, nel Cilento, Emanuele Montesano vanta una fervida carriera all’interno di varie formazioni che lo portano alla registrazione di due album (“L’assenza”, con gli Edèma, e “Blindmen still running for faith”, con gli Aksask) mentre con gli Orpheus si aggiudica il 1° posto del Festival di Pietrasanta e il 2° posto di Musicalmente Policastro.

Partito da contesti più vicini al metal, Emanuele si avvicina man mano al rock-pop d’autore: fra le sue influenze possiamo citare artisti quali Afterhours, Bryan Adams, Timoria e Placebo.

Anticipato dall’uscita del videoclip “Vita”, lanciato in anteprima esclusiva su RockON, “Origine” è il suo nuovo album, totalmente auto-prodotto dallo stesso Emanuele affiancato dal chitarrista e arrangiatore Domenico Anastasio.

L’album “Origine” è composto da sei brani inediti più due cover: da un lato abbiamo “I’m on fire” di Bruce Springsteen mentre, a chiudere l’album, ci pensa uno dei cavalli di battaglia di Prince, “Purple rain”.

Le tematiche dei brani di “Origine” sono considerazioni di Emanuele sulla vita, esperienze vissute personalmente o solo osservate, sempre con occhio critico e sensibile.

Ogni singolo brano inedito racconta una storia di vita vissuta e non, dall’ossessiva ricerca della celebrità da parte di una giovane ballerina (“Tre lune”) a temi più tristi come “vite spezzate” (“Vita”) ed emarginazione sociale (“Monster”)

RECENSIONE “TRACK BY TRACK”

TRE LUNE: la disperata ricerca del successo da parte di una giovane ballerina e l’incontro con un provinatore che le fa delle avances a cui lei cede, credendo sia la cosa giusta da fare per iniziare. Disperata, torna in città e, nella sua tristezza, ritrova la madre che prima le era stata lontana moralmente. Rinasce, ritrova la serenità e inizia a sentirsi una donna matura.

MONSTER: l’emarginazione sociale subita da soggetti che non sono uguali alla massa. Il bullismo verso chi è diverso da noi e deve nascondere la propria naturalezza o la propria “debolezza” fino a compiere poi quel gesto “insano”! Il ritornello dice “Solo quelli più astuti ce la faranno a sconfiggere i propri mostri del passato, e non solo”: è una sorta di sprono a farcela, a non rinunciare alla vita e alla libertà.

I’M ON FIRE (BRUCE SPRINGESTEEN COVER): è una cover del “Boss” Bruce Springsteen. “Mi è sempre piaciuto cantarla. Ci sento l’impazienza di incontrare la propria donna, il fuoco solo a pensarla, l’invito ad abbandonarsi a lui, di seppellire tutte le preoccupazioni della giornata appena trascorsa”.

ECLISSI: è una sorta di metafora, la fine dell’estate: si salutano le amicizie e gli amori estivi, si ritorna alla “routine”, alle ansie sul futuro che la giovane età porta: tutti questi pensieri davanti ad un falò in spiaggia nell’ultima lunga notte d’estate. La fine di un’estate tra amici.

YOU’RE MY HERO: chi può esser il vero eroe per un figlio se non il padre stesso? È a lui che guarda con ammirazione, devozione, e lo ringrazia per tutto quello che gli ha insegnato, che gli ha dato, e spera un giorno di poter trasferire il suo “bagaglio” di vita ai propri figli.

VITA: vite spezzate sulla una strada dal destino. “Questo è il brano per me più triste dell’album. Erano gli anni in cui lavoravo al bar: appena giunto sul lavoro mi diedero la notizia che un mio amico era rimasto coinvolto in un incidente stradale; dopo poco tempo si seppe che non ce l’aveva fatta. Quella stessa notte non riuscivo a dormire, così mi sono seduto alla scrivania, ho impugnato la penna e mi sono sfogato sul foglio”. La canzone parla della madre, una madre che non si rassegna alla perdita del figlio e, nelle notti, ha la possibilità di rivederlo nei sogni. Ma in cuor suo sa, lo sente che suo figlio è sempre accanto a lei, a proteggerla, a guidarla verso la “rassegnazione”.

NEVER END: “Ecco, questo è brano che è nato in un modo particolare. Ad una mia amica venne in mente di fare una sorpresa al fidanzato sottraendogli un testo che lui aveva scritto tempo prima, testo nel quale descriveva il loro amore, un amore senza fine. Fu così che lei mi portò questo testo dicendomi di provarlo a musicare per poi registrarlo e regalarlo a lui: fu una bella sfida per me, mi divertii molto. A loro piacque e io ero quasi più contento di quella canzone scritta per loro che non di tutti i brani che avevo scritto di mio sano pugno”. È la descrizione di una relazione che non può finire.

PURPLE RAIN (PRINCE COVER): questa cover di Prince, che non ha bisogno di presentazioni, chiude l’album. “Ho sempre amato questa canzone e il video, fin da piccolo. L’assolo di chitarra, il suo modo intenso di cantare, i respiri: tutto faceva da cornice a un artista come Prince”.