Camerota: l’amministrazione Scarpitta approva il bilancio di previsione

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Camerota: con un consiglio comunale straordinario, l’amministrazione Scarpitta approva il D.U.P. ed il Bilancio di previsione 2017 e 2017 – 2019.
Per l’opposizione trattasi di un “Papocchio”. I consiglieri di “Camerota Riparte” abbandonano l’aula, disertando le operazioni di voto.
Il Sindaco: “Irresponsabili…chi è nel torto abbandona il tavolo”

Il 7 ottobre, con un Consiglio comunale straordinario – a prosecuzione di quello del giorno precedente -, l’amministrazione di Camerota approva il Bilancio di previsione 2017 e 2017 – 2019.
Per Scarpitta e “company” superato un durissimo scoglio, ma soprattutto scongiurato il pericolo di commissariamento dell’ente.
Ma è una seduta consiliare densa di polemiche ed attriti, culminanti nell’abbandono dell’aula da parte dei consiglieri di opposizione del gruppo “Camerota Riparte”, che così non partecipano alle operazioni di voto.

Pier Paolo Guzzo, dunque, non ha ritenuto esaustive le risposte del segretario comunale, in merito alla mozione d’ordine  con la quale evidenziava il “falso in atto pubblico”. Ed a nulla è valsa “l’arringa” del Sindaco Scarpitta, con la quale, rimarcando la formalità dell’errore, e tessendo le sue lodi, nonché quelle dei consiglieri di maggioranza, lo esorta ad un atto di responsabilità.camerota Un consesso che dunque ha allargato la frattura politica tra maggioranza ed opposizione. E l’approvazione del bilancio in “zona Cesarini” con i soli voti dei primi, lascia tutte le riflessioni del caso. Di sicuro lo strappo politico è di difficile ricucitura.

Il segretario comunale dott. Sergio Gargiulo, notaio dell’amministrazione, risponde alla mozione d’ordine del gruppo di “Camerota Riparte” tramite una nota.
Con detta nota, alquanto dettagliata, spiega innanzitutto che un atto amministrativo, e nello specifico una deliberazione giuntale, consta di ben tre fasi: una preparatoria, una decisoria e di una integrativa, nonché di efficacia. Quest’ultima si sostanzia nella pubblicazione dell’atto. Ed è proprio la pubblicazione che conferisce certezza giuridica allo stesso, che naturalmente può essere impugnato da terzi.
Ragion per cui sottolinea che: “…L’implicazione della deliberazione di Giunta comunale n.100/2017 nel contenuto della deliberazione giuntale n.97 del 2017, per quanto erroneamente riportata, non può che rappresentare al più una mera integrazione avvenuta anteriormente al completamento dell’iter formativo del provvedimento, definito con la relativa pubblicazione all’albo pretorio il 21/09/2017, come riscontrabile dalla numerazione della sequenza di pubblicazione”.
E ricorda il principio della Cassazione, secondo il quale modifiche o aggiunte ad un atto pubblico definitivamente formato, laddove si completi con mere integrazioni, non vi è motivo di punibilità.
Inoltre resta difficile, se non impossibile, individuare le ragioni del procedere ad un’alterazione del documento, il quale “resta comunque genuino ed integro nei suoi elementi contenutistici ed essenziali”.
Dall’esposizione del dott. Gargiulo, dunque, si evince che l’atto sino a quando non è pubblicato non è da ritenersi esecutivo. Ed inoltre l’errore in questione è da ritenersi formale e non sostanziale. In ogni caso, lo stesso segretario invierà gli atti alla competente Procura della Repubblica, per i dovuti accertamenti del caso.

Alla risposta tecnica del segretario comunale fa da eco quella del Sindaco, al quale non è andata giù la mozione d’ordine dell’opposizione. “L’Amministrazione , conscia di poter commettere degli errori, ha voluto vederci chiaro, soprattutto in virtù delle dichiarazioni fatte dall’opposizione, che in modo pesante, offensivo, ha parlato chiaramente di un falso in atto pubblico. Reato gravissimo che nessuno delle persone che fanno parte di quest’Amministrazione, per forma mentis e per storia della propria vita, commetterebbe”.
Scarpitta esorta tutti i consiglieri ad un’atto di responsabilità, auspicando un’approvazione all’unanimità. E sottolinea ancora, che la politica da degli indirizzi, ma poi è compito dei responsabili dei vari procedimenti preparare gli atti. Un lavarsi le mani di “pilatiana” memoria?
In ogni caso il Sindaco chiede scusa per lo sbaglio formale accaduto, e già preannuncia per il futuro altri sbagli, poiché l’errore è in percentuale a quello che si produce. L’importante è “andare a casa a dormire sereni con la propria coscienza”.
Dunque, l’errore è da attribuirsi agli uffici, come evidenziato dalla delibera giuntale n. 104 del 6/10/2017 (Rettifica deliberazione di G.C. n.97). Inesattezza che “in ogni caso non inificia la validità degli atti”.

Per Pier Paolo Guzzo la risposta del segretario è poco convincente. Oltretutto, il consigliere, evidenzia come anche la delibera n. 104 presenti delle anomalie, dal momento che nell’oggetto viene specificato “Rettifica deliberazione di Giunta Comunale n. 97 del 21/09/2017”. Ma questo errore può accettarlo come un refuso.
Inoltre, sottolinea che il gruppo “Camerota Riparte” non ha fatto alcun processo; ha solo rilevato delle anomalie, prontamente sottolineate. Rivendicando quel ruolo di controllo che spetta all’opposizione, la quale è chiamata a vigilare sull’andamento degli atti amministrativi.
Per il capogruppo della minoranza trattasi di un “papocchio”, e non di un’errore formale. “Un’amministrazione alla prima esperienza può capitare che commetta qualche errore, ma è pur vero che l’approvazione del bilancio è in ritardo di tre mesi”.

Per Guzzo la diffida del Prefetto ha messo sotto pressione l’amministrazione, tanto da indurla a commettere il “papocchio”. Dunque non un errore tecnico, ma un errore dovuto al mancato rispetto dei tempi previsti per l’approvazione del bilancio.
E poiché i chiarimenti del dott. Gargiulo non sono stati esaustivi a sciogliere il nodo inerente il “papocchio” delle delibere n.97 e n.100, nel rispetto della legalità, come preannunciato, i consiglieri di opposizione abbandonano il consiglio comunale.
Scelta politica, attuata anche per consentire ai consiglieri di maggioranza di poter esprimere liberamente il loro voto.

L’abbandono dell’aula avviene tra il “riso amaro” del Sindaco e l’ironia del consigliere Josè Saturno, che rivolgendosi a Guzzo, chiede se quest’ultimo pagasse o meno la benzina.
Scarpitta prende atto della decisione del dott. Guzzo e subito tuona: “Non è bastato il senso di responsabilità di questa amministrazione. Chi sa di essere nel torto, si sa che abbandona il tavolo”.
Prima delle operazioni di voto da registrare un altro intervento del Sindaco, in merito all’aspetto del “falso in atto pubblico”. In questo caso un’orazione più consona ad un comizio elettorale – di basso profilo – che ad un’aula consiliare.
D.U.P., Bilancio di previsione 2017 e Bilancio di previsione 2017/2019 e relativi allegati sono approvati soltanto con i voti dei consiglieri di maggioranza. Anche in questa seduta assente il consigliere di opposizione Orlando Laino.

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